La parola privacy ha generato grossi problemi sulla delimitazione della nostra area di privato, lo spazio che possiamo definire nostro, dove noi siamo i sovrani indiscussi.
In realtà è e rimane uno spazio pieno di crepe e buchi, dove cmq altri esseri umani possono entrare, per tanti motivi: amore, affetti, lavoro, coincidenze e così via. Esistono poi interferenze non ammissibili, come quelle delle aziende che vogliono invaderti con pubblicità, attività di marketing di ogni tipo.
Il censimento dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori è la chiave di volta del marketing.
A questo va unita l’esigenza di tutelare quei diritti inviolabili che sono sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. Per difenderci da abusi di uno stato sempre più distante da noi.
Così in un modo o in un altro è nata una legge sulla Privacy. Da questa una serie poi di eccezioni e di attività di controllo in contraddizione con tutto questo.
Si è creata in realtà una grande confusione e tutt’oggi si esagera in un senso o in un altro.
Un caso di esempio di esagerazione da paronia da controllo è quella dell’articolo su Punto Informatico, rivista on line tra le migliori del settore, ma con cadute di stile per cadere ogni tanto nella esasperazione del pericolo sui controlli.
Questo scritto ci suggerisce di farci in caso un proprio server di posta. Lo dico chiaro: ma pensate che milioni di utenti on line si mettano a farsi un server di posta (anche con l’aiuto di un amico, come suggerite?)?
Mi sembra fuori dai coppi. Anzi senza ne capo ne coda. Rivolta esclusivamente al target dei pochi smanettoni.
Quando leggo di questi articoli mi viene sempre in mente quella leggenda metropolitana che girava a Bologna, per cui in questura c’erano persone che passavano il tempo ad ascoltare le telefonate dei bolognesi per controllarli. Di solito la frase che avrebbe dovuto rafforzare la credibilità di questa affermazione era: una mia amica ci ha lavorato, oppure un’amica di un’amica di ha lavorato.
Io invece non le ho mai incontrate queste persone, come non ho mai incontrato persone che abbiamo ottenuto una sedia a rotelle raccogliendo scontrini fiscali della spesa.


E dire che a bologna, prima o poi, ci si incontra tutti
Concordo con te con una esagerata paranoia sulla privacy.