Con una mossa a sorpresa, degna di una grande azienda capace di grandi strategie, la Nestlè ha sostanzialmente smosso il mercato del caffè lanciando prodotti equosolidali.
Niente da dire sulla necessità e opprtunità se visto dal lato delle aziende e delle strategie. La Nestè è l’esempio chiaro e incontrovertibile che il movimento No-Global non ha nessun peso e nessuna capacità di fermare strategie e azioni ben coordinate e concepite da chi i piani li fa in modo ragionato e scientifico.
Il boicotaggio per il latte in polvere non ha ancora fermato, dopo tanti anni, la multinazionale, che anzi ora contrattacca sul caffè. Ovviamente un apri-pista per altri prodotti e altri mercati, come la cioccolata, il thè o altre bevande.
Le altre multinazionali non sono state in grado di pensare l’impensabile, troppe prese dal nascondersi rispetto ai temi equo-solidali, anche quando non erano particolarmente toccate da questi, ma siccome “multinazionale” è brutta parola per certi movimenti ideologici, allora sono rimaste paralizzate.
Bene ragiona la Nestlè che non si fa intimorire. Che poi sul piano etico ci sia da ridire sulla violazione di direttive internazionali sul latte in polvere, questa è un’altra storia, che andrebbe risolta definitivamente dalla Nestlè.
Cmq l’attacco al boicotaggio è iniziato, prendendolo per le corna, dopo tanti anni di scarsi risultati dello stesso.
Spero che chi ha giustamente proposto il boicotaggio, studi soluzioni migliori di dire: “come vi siete permessi di farlo?”


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