Si tratta di “Un aviatore irlandese prevede la sua morte”.
L’aviatore, pilota di caccia da battaglia, spiega che non odia le persone che combatte, il motivo per cui vola è un altro:
Un impulso di gioia fu, un impulso solitario
che mi spinse un giorno a questo tumulto fra le nuvole;
nella mia mente ho tutto calcolato, tutto considerato,
e gli anni a venire mi sono sembrati uno spreco di fiato,
uno spreco di fiato gli anni che ho passato
in paragone a questa vita, a questa morte.
Quello che mi piace del testo inglese (ma quello italiano non è la traduzione letterale, almeno non completamente) sono le parole usate negli ultimi versi dove si dice:
A lonely impulse of delight
Drove to this tumult in the clouds;
The years to come seemed waste of breath,
A waste of breath the years behind
In balance with this life, this death.
In balance è diverso da in paragone. Il testo inglese riesce ancora di più a sottolineare come l’aviatore abbia posto l’emozione del volo aereo nel piatto della bilancia. Forse la morte peserà di più alla fine, ma anche se per poco, la vita, beh, è incredibilmente meravigliosa e anche straziante, come diceva Pasolini.
Inutile sottolineare che i versi inglesi sono scritti come piatti di una bilancia:
The years to come seemed waste of breath,
A waste of breath the years behind
years – breath
breath – years
ma la bilancia alla fine pesa verso la morte, ultimo verso.


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