Lo sa bene Microsoft che quando si diventa monopolisti prima o poi ci si tira dietro tante critiche, ci sono più osservatori e il dito è sempre puntato.
Così dopo il monopolio Microsoft, si passa al monopolio Google su internet. In realtà il monopolio di Google deve ancora arrivare su tutti i fronti dell’informatica. Certamente stanno organizzando una piattaforma di servizi e tecnologie che stanno creando i presupposti per un monopolio più grande di quello di Microsoft.
Per assurdo il gigante di Redmond ha sempre lasciato un area di riservatezza ai propri consumatori: il computer se staccato dalla rete è e rimane uno spazio nostro, indipendente, poco avvicinabile.
Ma con l’avvento di internet, la storia è cambiata. Google controlla e monitora le nostre ricerche, acquisisce dati che poi rivende (come hanno sempre fatto le società che si occupano di fornire dati alle imprese, per altro), etc…
La differenza di Google è che essendo monopolista del mercato della ricerca on line, sta acquisendo un numero di informazioni che neanche Bill era in grado di fare. Per assurdo oggi Bill Gates è più vicino a noi di quando non sia Google e il suo opensource.
Molto probabilmente l’intervista rilasciata dal prof. Marchiori a RAI 3 è esagerata. Però propone alcuni spunti di riflessione che dovremmo approfondire.
Così come dovremmo cercare di usare altri motori di ricerca e variare le nostre abilità di ricerca.
Sia per non avere sempre le stesse risposte, sia per non dare il monopolio a pochi.
Un mondo vario è un mondo libero.


0 Comments.