Il mio post sull’argomento ogni tanto fa scattare la critica dei complottisti.
Il grosso problema è legato all’uso delle categorie e degli schemi mentali che si usano quando guardiamo una pagina di un libro, oppure guardiamo fuori dalla finestra, oppure un video o peggio interpretiamo la realtà.
Uno degli ultimi commenti, devo dire più duro del solito, mi sollecita ad aprire gli occhi: questa persona stia tranquilla che sono ben aperti e non vedo un missile. E non vedo un missile perché non voglio accettare passivamente un approccio complottistico e anti-statunitense a tutti i costi. Cioè non voglio avere un approccio carico di pregiudizi.
Per aiutarvi ecco un bellissimo sito, sempre da leggere. E da leggere anche questo libro che studia i fenomeni delle hoax e affronta anche la questione del missile auto-lanciato dal Pentagono (per di più inutilmente, visto che le torri gemelle bastavano per giustificare, ahimè, un attacco militare): Disinformation Technology di Stefano Porro e Walter Molino.
Però ripeto e stra-ripeto due, tre concetti molto chiari:
- se avete deciso che gli USA sono dietro a complotti e che controllano tutto, allora non ci metteremo mai d’accordo
- leggete attentamente il mio post dell’epoca
- ma perché mi devo mandare addosso un missile quando mi hanno tirato giù due grattacieli pieni di gente per giustificare una guerra?
Baci e abbracci