L’ultima porcata la potete leggere in un articolo di Repubblica.it

L’incredibile vicenda di Lili Ascoli Magrini: una lunga battaglia, la corte dei Conti emiliana si era pronunciata a favore, poi il no della corte d’Appello e ora la donna deve ridare quanto percepito [...]

Questa donna ormai centenaria dovrà restituire quanto percepito come parente di vittime dei campi di concetramento, esclusivamente perché non ha sofferto l’internamento nel lager.

Che pena questo Paese.


Ricevo e pubblico volentieri la notizia di un buon libro scritto
da una persona che merita:

care e cari,

sono lieto di annunciarvi che, fra tre o quattro giorni, nelle librerie arriva "Di futuri ce nè tanti" di Daniele Barbieri(sì sono io) edi Riccardo Mancini, con l’introduzione di Valerio Evangelisti. Sono otto sentieri di lettura attraverso la fantascienza e la politica, per affrontare utopie e incubi, uscendo da un presente senza sogni. Al centro del libro le città, i robot, i computer, i cyborg, lereligioni, le sessualità, le prigioni e le nuove forme del potere.

E' pubblicato dalla casa editrice Avverbi (164 pagine, 14 euro; www.avverbi.it se per caso non trovate).

Di che si parla?

Quando tutte le donne lasciarono la Terra. Il robot che divenne carne-e-ossa. Il dio che sbancò nel talk-show. Un computer troppo gentile e i suoi perfidi fratelli. Nessun delitto viene più commesso ma c'è un ultimo criminale in giro. I cani raccontano quando c'erano le città. Un superuomo di tenerezza. Il presidente degli Usa è solo un simulacro. Gli incubi di Philip Dick e le utopie ambigue di Ursula Le
Guin, il saggio Isaac Asimov e i mondi alternativi di Marge Piercy.
Penultime verità, cristalli sognanti, tossicità del potere e cyborg.
Siamo ancora liberi di dire tutto quel che pensiamo, visto che non sogniamo più ciò che non siamo liberi di mettere in pratica? Fare i conti con la fantascienza (anche quella mal scritta però indisciplinata e sovversiva) aiuta - nel tempo del pensiero unico, della letteratura pigra, dell'iper-presente congelato - a conoscere o ritrovare autori e autrici per forzare quel magazzino dei sogni e degli incubi che una
volta si chiamava futuro. Nel libro "Di futuri ce nè tanti" (Avverbi editrice) abbiamo schedato e raccontato oltre 300 racconti e romanzi di /science fiction/ per uscire dal "pensiero unico" e dai sogni di plastica spalancando a chi legge viottoli – o forse sentieri- per futuri alternativi. Come ci ricorda Eduardo Galeano: "Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e si
sposta dieci passi più in là . Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare". Per conquistare un domani bisogna prima sognarlo.

Se lo comprate e se vi piace per favore poi parlatene in giro. E vi chiedo addirittura di sollecitare librerie, biblioteche, circoli, centri sociali - e che diavolo ne so - a organizzare presentazioni (è uno dei pochi modi per i piccoli editori di farsi notare). Se vi va di segnalarlo o recensirlo da qualche parte, di telefonare o scrivere a "Fahrenheit" di Radiotre o al supplemento libri della Radio-tv
svizzera per italiani, beh chi sono io per impedirvelo? Battute a parte, vi ringrazio per quel che farete. Non vi sto chiedendo un aiuto per avidità (o esagerato narcisismo) ma perché se nessuno ci legge la nostra fatica - beh è stato anche un piacere, ovvio - va interamente sprecata.
Vi risparmio i discorsi sul fatto che si legge poco, sulla dittatura delle grandi case editrici e bla-bla. Chi mi conosce sa che in passato ho fatto richieste analoghe per sostenere libri che mi sembrava meritassero. Dunque ho la coscienza quasi pulita.

Ovviamente quando avrete letto il libro ogni lode, discussione e SOPRATTUTTO critica sarà davvero benvenuta.

ciao
Daniele Barbieri (anche a nome del suo socio di scrittura)

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