Il tutor autostradale è uno dei tanti atti di trionfo della media, cioè del valutare la realtà attraverso la media dei valori, la media delle azioni, la media dei comportamenti e la media del nostro essere.
Invece di essere in grado di individuare il vero responsabile di una violazione, stabiliamo che abbiamo commesso una infrazione perché la media è oltre il limite. Ma non siamo in grado di dire, quando è stata commessa l’infrazione.
I principi di individuare il responsabile e quando ha commesso il fatto, sono cancellati dalla media. Ma la media nasconde un rischio, è di fatto un valore generico, non preciso,un po’ come quelli applicati nelle dittature dove “tutti coloro che” sono buoni o cattivi. Il fondamento di uno stato di diritto è che una persona con nome e cognome è responsabile di qualcosa, di un atto preciso e non di una media dei suoi comportamenti.
Sta prevalendo uno strisciane annullamento dei principi di libertà , giustizia, correttezza, di uguaglianza. Trionfa la media, la genericità di qualcosa.
A quando la media ci dirà che i biondi sono cattivi, oppure coloro che vengono dall’Africa sono mediamente cattivi? E ci faremo delle leggi su queste medie? La media sarà il nuovo principio che guiderà la società civile, democratica, nata dalla Rivoluzione Francese?
