Giustizia è fatta.
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Formula 1: Ferrari – Mclaren
Corso di autocostruzione di pannelli solari
sabato 13 e domenica 14 ottobre 2007
Condominio Solidale di Salvaro (Bo)
CORSO DI AUTOCOSTRUZIONE DI PANNELLI SOLARI
laboratorio per la costruzione e l’installazione di pannelli solari termici realizzato dalla Rete per l’autocostruzione solare.
Durante il corso verranno date le nozioni teoriche e pratiche necessarie per dimezzare il costo
di un impianto costruendo e installando da se’ pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Il corso si concludera’ con l’installazione sul tetto del condominio solidale dei pannelli solari costruiti dai partecipanti.
La partecipazione a un corso di autocostruzione e’ necessaria per utilizzare la detrazione IRPEF del 55% prevista dalle misure per il risparmio energetico della Finanziaria 2007.
http://www.autocostruzionesolare.it
Condominio solidale di Salvaro
via Salvaro 6769 – Pioppe di salvaro (Bo)
tel 051 917845 / 917308 / 917430
e mail : salvaro@livecom.it
web :http://www.paginearcobaleno.it/wiki/AcFemiliaromagna/Salvaro
Dante e Benigni
E’ toccato anche a me il rito di andare a sentire Benigni che recita Dante. Parla di rito perché sembra quasi inevitabile se non necessario che si vada in pellegrinaggio a sentirlo parlare del poeta/politico che fece grande il concetto di cultura al servizio dei propri interessi.
Ma comunque due parole su questo evento dobbiamo dirle. Beh prima di tutto lo spettacolo è organizzato in questo modo: una prima mezz’ora di satira politica e poi un’ora e mezza circa di spiegazione rigo per rigo del canto che ha recitato, il V dell’Inferno per la precisione. Poi gli ultimi dieci minuti la lettura mnemonica del canto.
Che dire? La prima mezz’ora era la solita, fritta e rifritta proposta umoristica di Benigni con lo stesso modo, le stesse battute. Niente che non si possa vedere quando è ospite in televisione. Il resto della serata è una spiegazione, come dicevo, rigo per rigo, come si faceva a scuola veramente pallosa e anche fastidiosa. Per di più Benigni è logorrico e ripetitivo, spesso ripete più e più volte gli stessi concetti, come se avesse di fronte a sè un brando di stupidi.
Due sono però gli ultimi positivi e molto interessanti: alcune sue interpretazioni, o meglio alcune interpretazioni della critica che Benigni spiega, sicuramente non troppo conosciute ai più. E in secondo luogo la sua lettura è veramente bella e naturale. Con il suo accento anti-dizione, con il suo voler, direi anche giustamente, affermare una origine toscana, rende viva una lingua ormai morta. Perché bisogna essere sinceri quanti onesti: la lingua di Dante è morta e non rappresenta neanche per sbaglio, non solo l’italiano che parliamo oggi, quanto anche quello parlato già nel Novecento.
Vale la pena allora andare a sentire Benigni? Beh, direi proprio di no. Un dvd sarà più che sufficiente, dove si potrà eliminare, spero, la satira politica assolutamente stancante e le spiegazioni rigo per rigo di Dante.
