Il populismo di Beppe Grillo ormai è a livelli di illegalità istituzionale, di violazione delle regole del vivere civile e civico. Siamo di fronte alla negazione dello Stato di Diritto.

Tutto questo ovviamente non è visibile, ma una persona che si preoccupa di accusare le figure istituzionali, anche con buoni propositi, genera inevitabilmente un fenomeno di rifiuto alle istituzioni che sono un punto fermo dello Stato di Diritto.

Se attacco regolarmente le istituzioni (Presidente della Repubblica, Parlamento, etc…) non faccio altro che pormi in un ruolo di Censore tra Bene e Male, tipica posizione del Populismo, un modo di gestire la politica tipico delle Destre (casi emblematici sono stati il Fascismo, Peròn, Berlusconi, le repubbliche di Bananas sparse per il Mondo).

Invece di sollecitare una responsabilità dei cittadini quando votano (molta gente che è in Parlamento è stata votata direttamente dal popolo italiano qualche legislatura fa), si identifica un colpevole esterno a noi, un soggetto da incolpare. Nel caso di Beppe Grillo il gioco è più sottile perché effettivamente il Nemico individuato da lui è responsabile di una serie di decisioni prese; ma ci si dimentica che siamo in uno Stato democratico, cioè dove si vota.

Se ci sono certi partiti politici e certe persone al governo è perché queste sono state elette in queste legislature. Perché il popolo italiano non esercita il diritto di voto in modo corretto. E’ il popolo italiano il primo responsabile ed è quindi LUI a doversi muovere per cambiare le cose, votando diversamente.

Ma stiamo parlando di quel popolo che nel 1994 preferì Berlusconi al movimento Progressista, che era talmeno innovativo in Italia, che anche la Mafia si mosse contro di lui.

Una domanda comunque sorge spontanea: ma che fine ha fatto la proposta di legge popolare per cui Grillo ha raccolto le firme?

A proposito: come vanno le spese per questo baraccone mediatico, signor Grillo? Mi ricorda tanto il baraccone radicale con i suoi referendum… altro populismo di bassa lega.

Oggi abbiamo potuto assistere a mediocri e vergognose immagini del funerale del tifoso ucciso da un poliziotto. La folla di tifosi salutava il morto con il saluto, che i telegiornali servilmente, chiamavano “saluto romano“, ma che si chiama saluta fascista e che dovrebbe far scattare una indagine a tappeto sui presenti al funerale.

Ma ovviamente tutto ciò accadrà? Non credo poco, ci sono settori del nostro vivere sociale che sono stati abbandonati dallo Stato, per cui ciò che sarebbe reato, come inneggiare al fascismo, non sono neanche puniti.

Suona vergognoso il politically correct di certi giornalisti, che alla fine ha un solo nome ipocrisia e servilismo, se non peggio.  E dello Stato che non si occupa di presidiare la Giustizia, neanche delegandola, ma azzerandola.

Che vergogna.

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