Guardando un tavolo dove si gioca il Burraco si possono notare diverse geometrie. Giochi diversi che si sviluppano secondo percorsi a volte casuali a volte espressione della nostra mente.

Quante volte vediamo piccole scale o tris che ricoprono un lato del tavolo come spazi infiniti, il cielo, il deserto, l’orizzonte. Tante piccole opportunità che si sviluppano, crescono, ampliano il loro spazio. Possono sembrare carte di poco conto, una scala di tre-quattro-cinque di fiori. Oppure un kappa, donna e jack. Piccole postazioni di speranza, di raggiungere quella fatidica combinazione di 7 carte che dona da 100 a 200 punti.

Altri giocatori, un po’ per forza, un po’ per stile preferiscono completare in mano una bella scala, un lungo tris (+ di 3 carte). Sembra l’aspirazione a un mondo verticale, più ristretto,  ma non meno bello, fatto di profondità, attenzione, riflessione.

Altre volte è il caso, il fottuto caso. Ma d’altra parte è sempre il caso? Non è forse un gioco di carte? Si può essere bravi quanto si vuole, ma 5 pinelle e 2 jolly risolvono anche la scarsezza di gioco, la poca esperienza… o no?

Quando si gioca a Burraco c’è sempre, in fondo al cuore di ogni giocatore, il timore di perdere a causa di punti fatto dall’avversario usando quelle carte che valgono poco: i 3 e i 4, ma anche il 5.

Sono carte che valgono poco, soprattutto con i tris. Ma se quel tris cresce fino a 7 carte diventa un burraco: 100 punti se sporco, 200 se pulito.

Vi immaginate 200 punti fatti con sette 3… :-) Roba da strozzarsi pensando che in punti valgono trentacinque… argh. La beffa poi supera l’indicibile se uno di quei 3 lo avete scartato voi (proprio voi che subite quel burraco…).

Insomma questo stramaledetto gioco del Burraco da l’occasione anche alle carte piccole, senza apparente valore, di riscattarsi. Pensate alla “pinella”, un semplice 2 che diventa una super-carta.

Il tutto suona come di “sogno-americano”, nel paese dove tutti, singolarmente, possono avere la loro occasione, come Steve Jobs o Bill Gates, e prima di loro tanti altri. Un sogno incredibile che muove da quasi oltre 200 anni il popolo statunitense. I padri fondatori così scrissero nella Dichiarazione d’Indipendenza:

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità [...]

Il Burraco è un po’ come una dichiarazione d’indipendenza per le carte piccole.

Ecco perché quando scartiamo una carta bassa pensando, tanto non vale molto… stiamo attenti che abbiamo buttato a mare le casse di thè, che diedero il via a una delle rivoluzioni degli ultimi secoli.

Pensiamoci bene, un 3 può essere come il metano… ti da un mano… :-)

© 2010 andrea ;-) Suffusion WordPress theme by Sayontan Sinha