Giocare a Burraco cambia decisamente l’esperienza di gioco. Si cresce fin da bambino con giochi che ci insegnano a custodire gelosamente le carte tra le nostre mani, come se fossero piccoli gioielli, ori preziosi che meritano di essere mostrati solo quando è il momento cruciale, utile… quando è ora.
Ma il Burraco è gioco di squadra. Le carte che hai in mano sono ori e preziosi (e possono diventare “onori”) solo se vengono condivisi. Se scendono in campo per unirsi alle forze del compagno di gioco.
Insomma il Burracco è un gioco comunista, collettivista e decisamente socialista. Anni fa quel grande cantautore di Gaber cantava la Destra e la Sinistra, cercando ironicamente di capire cosa è di Destra e cosa è di Sinistra.
- Le autoreggenti? di Destra
- Le calze? di Sinistra
…e così via.
Ma la distinzione è culturale, e di approccio al modo di fare.
Che mi tengo a fare le carte in mano se non le condivido? Se non lo faccio perdo… ma devo farlo in fretta e quindi è un gioco anche di velocità .
Troppi pensieri non aiutano, troppo tempo e le carte sono come il pesce, puzzano.
E un gioco da colpo e via… da passione veloce e bruciata. E un gioco d’amore, ma che non si gioca con la propria amata, perché è un gioco anche di tradimenti. L’amore è un sentimento continuo che si monta ogni giorno, l’amore è incompatibile con un colpo e via.
Il Burraco è gioco da amanti, da passioni veloci e consumate, di onori senza dis-onori, dove si raccontano storie di partite perse, carte mancate e sogni perduti.
Il Burracco è gioco.
