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WEB EXPO 2.0 – parte 5

Qualche considerazione un po’ più approfonita sull’EXPO va fatta. Prima di tutto possiamo dire che esiste una chiara consapevolezza sul fatto che per fare del buon web non bisogna usare troppi sollazzi video-grafici alla flash.

Le parole sono parole per esempio e vanno scrtte senza font particolari, oppure che le vecchie regole sono sempre valide quando si realizza un sito (buone sorte di Jakob Nielsen); ma è anche vero che le esigenze delle aziende nella comunicazione con il consumatore necessitano di un web manager (uso questa espressione in senso lato) più consapevole che il suo progetto non è fine a se stesso, ma è in funzione di un obiettivo aziendale (della propria azienda o di un ciente).

Un focus particolare è stato dato alle nuove start-up e al finance. Mentre sicuramente sono stati fondamentali gli incontri sulla UI e il design. Così come tecniche  di progettazione, approccio all’analisi dei needs di prodotto e così via.

Qualche focus interessante su Internet Explorer 8.0 beta… ehm ma dov’è la differenza con il 7…??

E poco o quasi per niente Chrome.

WEB EXPO 2.0 – parte 4

Sta per finire la nostra avventura. Il WEB EXPO è stata una occasione incredibile per confrontarsi con un mondo iper… web. L’impressione però è che chi si occupa di internet sia già avanti, indietro sono le direzioni marketing, vendite, le società nella loro totalità.

Sono indietro coloro che comandano le aziende, coloro che guidano il paese.

Comunque ieri giro in autobus dopo la conferenza. Abbiamo visto la zona di Wall Street e dobbiamo dirlo, New York è una città costruita in alto, da guardare dall’alto, da vivere in alto.

Forse per questo motivo gorund zero è una eccezione o forse una nemesi della città. Quando tutto vola verso l’alto, come le ziggurat babilonesi, una distesa a livello “zero” riporta il sogno americano verso il basso.

Dove sarà il ground del futuro di New York? Certamente non saranno le scarpe di Manolo…

New York ovvero qualche considerazione…

…sugli USA.

E’ inutile negarlo, gli USA sono un gran bel paese. La gente è bella e simpatica anche se votano repubblicano :-) d’altra parte noi votiamo Berlusconi :-(

Hanno abitudini e comportamenti degni di nota e condizionati da un grande rispetto per il prossimo. E’ vero anche che se gli scassi i cosìdetti ti lanciano addosso il prodotto medio lordo della loro economia… le armi.

Dopo essere stato a Seattle e ora a New York posso dire che queste due città sono sicuramente interessanti, molto belle e divertenti. Due risate dobbiamo farcele con gli ambienti nerd dell’informatica, dove proprio non si fa altro che parlare di “wow hai visto l’ultimo sito di….”.

Detto questo vorrei ricordare che il taxista di ieri sera aveva in sottofondo musiche islamiche, che ho visto una moschea e un centro di cultura islamica… non so o forse non posso accorgermi di cosa succede a coloro che sono considerati pericolosi, ma devo registrare amaramente che vengo da un paese dove i responsabili delle torture e violazioni dei diritti umani a Genova sono stati promossi, assolti e forse anche premiati.

Cercasi un pultipo? o forse umiltà… (?)