Monthly Archives: April 2009

Iran e tutto il resto

Bizzarra e come al solito scadente informazione del giornalismo italiano sulle dichiarazioni del Presidente iraniano. Ero in palestra due giorni fa quando sento che avrebbe accettato l’idea di due stati, uno israeliano e uno palestinese.

Peccato che alla lettura dell’intervista (su Repubblica.it) altra era la dichiarazione, cioè la solita affermazione che se i palestinesi sono d’accordo è d’accordo anche lui. Una bella differenza.

Comunque il problema gira sul fatto che proseguiamo a leggere il mondo Medio Orientale secondo le nostre logiche  il nostro modo di pensare. Mentre ogni popolo ha una sua cultura e agisce secondo propri schemi. A questo si aggiunge che il nostro giornalismo è veramente scadente.

L’Abruzzo e il PD

Dopo quel casino giudiziario che è l’arresto di D’Alfonso e tante accuse di cui ad oggi poco o niente si è visto di concreto, il PD abrizzese inizia a sfasciarsi. Le scuse ovviamente sono ridicole e mediocri, tese solo a giustificare il fatto che si abbandona la nave che affonda per lidi migliori dove si spera di avere qualcosa per campare…

Fine di un progetto interessante. La domanda però che risulta naturale è perché anche il PD si è caricato in barca questa serie di furboni, caporioni locali che fanno parte di quell’amoralità diffusa della politica italiana. E’ questo il grande errore di Veltroni e dei suoi segretari.

Terremoto a L’Aquila

Pescara – 6 aprile 2009

Non ricordo cosa stavo sognando.  Ma a un tratto ho sentito tutto muoversi, non so se con le parole si possa descrivere il rollio di una casa, a meno che non la si paragoni a una nave. Fuori dal mio palazzo un po’ di gente si metteva al sicuro. Poi sono andato da mia sorella, abbiamo cercato amici e colleghi che potevano avere bisogno d’aiuto perché senza parenti vicini o perché abitano da soli.

Abbiamo camminato per circa un’ora incontrando persone fuori di casa che aspettavano qualcosa, un segno, un sorriso.

Quando sono tornato a casa ho potuto vedere il peggior giornalismo italiano, quello di RaiNews 24, dove due pescelessi usavano aggettivi e frasi promozionali senza pensare di dare un minimo di informazione; mentre su SkyNews ho assistito a una redazione di professionisti che cercava di non commentare ma dare informazioni.

Il giorno dopo ho visto un uomo chiedere al suo nemico come stava… mentre parlando con amici ho scoperto che i bambini non mangiano prima di un terremoto o che sono in grado di sognare casa che franano senza sapere cosa sia un terremoto.

Riuscire a scoprire solo dopo un giorno che fine aveva fatto una amica (viva) e sapere che un’altra ha perso degli amici, ma i suoi genitori sono vivi.

Non so cosa sia un terremoto, qui a Pescara possiamo sentire i terremoti degli altri, ma non conosciamo il dolore della distruzione. Però mi sembra di capire che sia qualcosa di primordiale, che attivi ricordi così profondi del nostro Io che possiamo tremare, nello stesso tempo aiutare ed esprimere solidarietà per il prossimo.

Forse si capisce la paura delle civiltà antiche, forse possiamo capire perché si attribuiva a Forze Divine la distruzione di città, continenti… ma con difficoltà possiamo capire l’assenza di informazioni e formazione ai/dei cittadini su come comportarsi in caso di terremoto. Com difficoltà non capiamo perché non si percorrono strade nuove di ricerca. Sembra tutto comprensibile, meno i terremoti che per gli scienziati sono quasi eventi sovranaturali.

Gli scienziati passano il tempo ad accusare la politica di non preoccuparsi della ricerca, ma questi signori hanno la mente da ricercatori

Forse è il caso di cambiare gli scienziati oltre che le politiche della ricerca.

Il gatto di mia madre la notte del 6 aprile non voleva entrare in casa, qualcosa che non possiamo capire, gli diceva che la casa è pericolosa. Meglio un gatto che scienziati e gente dello Stato che non si preoccupa di formare/informare i cittadini su come affrontare i terremoti.

Bertolaso e i suoi scagnozzi se ne devono andare. Il ricambio fa bene alle democrazie e alle organizzazioni.