Terremoto a L’Aquila

Apr 07 2009

Pescara – 6 aprile 2009

Non ricordo cosa stavo sognando.  Ma a un tratto ho sentito tutto muoversi, non so se con le parole si possa descrivere il rollio di una casa, a meno che non la si paragoni a una nave. Fuori dal mio palazzo un po’ di gente si metteva al sicuro. Poi sono andato da mia sorella, abbiamo cercato amici e colleghi che potevano avere bisogno d’aiuto perché senza parenti vicini o perché abitano da soli.

Abbiamo camminato per circa un’ora incontrando persone fuori di casa che aspettavano qualcosa, un segno, un sorriso.

Quando sono tornato a casa ho potuto vedere il peggior giornalismo italiano, quello di RaiNews 24, dove due pescelessi usavano aggettivi e frasi promozionali senza pensare di dare un minimo di informazione; mentre su SkyNews ho assistito a una redazione di professionisti che cercava di non commentare ma dare informazioni.

Il giorno dopo ho visto un uomo chiedere al suo nemico come stava… mentre parlando con amici ho scoperto che i bambini non mangiano prima di un terremoto o che sono in grado di sognare casa che franano senza sapere cosa sia un terremoto.

Riuscire a scoprire solo dopo un giorno che fine aveva fatto una amica (viva) e sapere che un’altra ha perso degli amici, ma i suoi genitori sono vivi.

Non so cosa sia un terremoto, qui a Pescara possiamo sentire i terremoti degli altri, ma non conosciamo il dolore della distruzione. Però mi sembra di capire che sia qualcosa di primordiale, che attivi ricordi così profondi del nostro Io che possiamo tremare, nello stesso tempo aiutare ed esprimere solidarietà per il prossimo.

Forse si capisce la paura delle civiltà antiche, forse possiamo capire perché si attribuiva a Forze Divine la distruzione di città, continenti… ma con difficoltà possiamo capire l’assenza di informazioni e formazione ai/dei cittadini su come comportarsi in caso di terremoto. Com difficoltà non capiamo perché non si percorrono strade nuove di ricerca. Sembra tutto comprensibile, meno i terremoti che per gli scienziati sono quasi eventi sovranaturali.

Gli scienziati passano il tempo ad accusare la politica di non preoccuparsi della ricerca, ma questi signori hanno la mente da ricercatori

Forse è il caso di cambiare gli scienziati oltre che le politiche della ricerca.

Il gatto di mia madre la notte del 6 aprile non voleva entrare in casa, qualcosa che non possiamo capire, gli diceva che la casa è pericolosa. Meglio un gatto che scienziati e gente dello Stato che non si preoccupa di formare/informare i cittadini su come affrontare i terremoti.

Bertolaso e i suoi scagnozzi se ne devono andare. Il ricambio fa bene alle democrazie e alle organizzazioni.

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