Religiosità, onestà, laicità, politica…
Questa mattina ascoltando la radio ho sentito un signore, non so se fosse un giornalista o un ascoltatore, che diceva che da uomo religioso qual era, si aspetta che in politica ci sia onestà.
La frase mi ha colpito perché non capisco l’associazione onestà con religiosità; nel senso che l’idea che mi sono fatto è che questo signora associasse la religiosità all’onestà e quindi senza religiosità non ci può essere onestà. Quindi il mondo laico è portatore inevitabilmente di disonestà perché non è religioso?
Immagino che esista un pensiero, soprattutto dalle frange estremiste del pensiero religioso (cristiane soprattutto) che nei paesi occidentali ritiene che la laicità sia un qualcosa che accetti, ma al momento giusto elimini per imporre a tutti il tuo pensiero.
La frase del signore di questa mattina mi preoccupa, fa parte di quell’attacco costante all’idea di Democrazia, un sistema politico che porta con sè, al meno nella versione moderna, l’idea di varietà di pensiero, laicità dello stato, e quindi un insieme di valori che vanno al di là della religiosità o della religione.
La politica se è disonesta, non lo è perché è laica, ma perché le persone lo sono e le persone lo sono non perché non sono religiose… ma perché sono disoneste. La disonestà è laica…
