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New York 2009 – 2

Il secondo giorno è stato caratterizzato dalla manifestazione dei lavoratori della città di NYC. Manifestazione ben diversa da quelle noiose e pesanti manifestazioni sindacali italiane.
I problemi erano seri, ma questo non ha impedito di organizzare un evento attraverso la fith avenue che ha coinvolto tutti.
Bande, musica, cibo, danze, persone di ogni età, religione, professione sono scese in piazza contro la politica di Bloomberg.
Un modo gioioso di attaccare il sindaco della Grande Mela.

Tra le varie particolarità la presenza del vescovo che ha salutato tutti i rappresentanti dei lavoratori, compresi i sindacalisti dei religiosi (ebbene sì… anche i preti sono sindacalizzati) e tutti, senza distinzione.

Tutto diverso da noi, ma infatti l’esito è stato di attirare le persone, di farle avvicinare alle problematiche dei lavoratori senza farle fuggire dalla pesantezza della comunicazione.

Probabilmente non era questa l’occasione di fare duri e puri, cosa che i lavoratori americani sanno fare e hanno dimostrato più volte nella loro storia. Ma il messaggio era forte e chiaro.

Lo staff della manifestazione regalava cibo a tutti, compresi i turisti ringraziano di essere lì con loro, poi gadget e soprattutto quel modo giocoso e allegro americano di reagire a tutto, anche a 1 dollaro a ora al giorno. Una vera miseria.

Su Twitter (nick: faldarin) per un paio d’ore ho postato foto e video della manifestazione.

Beh dopo questo evento politico ci siamo passati a trovare Teddy. Il presidente Theodor Roosvelt, premio Nobel per la Pace e difensore della Natura, repubblicano… come Bush… mamme diverse evidentemente.
Chiamo la casa di Teddy, non quella dove nacque, ma l’American Museum of Natural History. Per un amante come lui della natura, promotore di una sensibilità vera verso gli animali, senza dubbio avrebbe amato viverci.

Il museo è anche famoso per i noti film, ma ha un fascino suo naturale. I giganteschi dinosauri, gli animali riprodotti nei dioromi, le stanze piene di scheletri di esseri della preistoria. Oggetti incredibili che narrano l’avvincente avventura di questo pianeta.

E non bisogna dimenticare la sezione spaziale, dove si può osservare un meteorite o il prototipo di uno dei robotini inviati su Marte.

Anche qui momenti di stranezza americana, un custode (ma allora sono veramente dei fenomeni!!) rimaneva fermo per diversi minuti come se fosse una statua. Oppure l’imbarazzante costo di un sandwich… 10 dollari.

Ma il mio cuore è lì, nelle stanze dedicate a Teddy, a quel sorriso incredibile di uomo che amava l’orso invece dell’aquila, simbolo degli USA.

Sarà ma questa gabbia di matti a me piace. Ormai è giorno, ma ho avuto l’impressione di vedere un mantello nero muoversi su un tetto, forse è Batman, torna a casa dopo una notte di lotte per difendere gli innocenti.

La waterloo iraniana

l’Iran con la sua forma di governo e di stato così diversa dalla nostra, poteva essere e in gran parte lo è ancora un interlocutore fondamentale per il Medio Oriente.
Però i suoi leader hanno deciso di buttare al vento un sistema democratico limitato ma comunque che poteva essere portato ad esempio, solo per mantenere il Potere ed evitare che un altro islamico, per di più sempre all’interno del sistema, prendesse il potere.

Di fronte ai cambiamenti del Mondo, questa mossa insensata e suicida, fa perdere credibilità all’Iran, apre una lotta intestina interna alla sua società, che poteva essere risolta secondo le leggi che a suo tempo i rivoluzionari si diedero.

Brutta scivolata che però pone le basi della fine dello stato iraniano così come lo conosciamo. Pensavo che Ahmadinejad fosse più furbo, capace e responsabile verso il suo Paese, invece ha segnato la fine della Repubblica Islamica.

Le accuse che vengono fatte ai rivoltosi sono palesemente false e riconoscibili come tali dai cittadini iraniani.

Berlusconi, la giustizia e la democrazia

Andiamo subito al punto. Mentre in altri paesi un capo del governo si dimette per molto meno, il nostro si fa una legge per non essere processato, attacca il terzo organo dello stato e nel frattempo prosegue le sue attività che, dai processi, sembrerebbero illecite.

Ho sempre in mente Olmert che si è dimesso per molto meno, durante una fase di negoziazione e in una situazione di guerra, stato che in altri paesi del terzo mondo e nel nostro avrebbe giustificato molte limitazioni delle libertà e un duraturo governo del capetto di turno.

C’è democrazia e democrazia.