Anche quest’anno dopo 12 anni non ho mancato l’appuntamento di Lucca. Ma potevo perdermelo? Difficile dirlo, un reportage dei giochi lo troverete nei prossimi giorni su www.dibbuk.it
Diciamo che c’erano molti giochi nuovi, sicuramente alcuni carini; altri perdibili comunque da provare. Molta gente, ma che non credo che abbia comprato molto, forse la parte fumetto è andata meglio, ma non sappiamo quanto. Il numero di partecipanti (58.000 solo il sabato) non ci da lo stato di salute del settore dei games e dei fumetti.
Tutto da vedere e da capire. Comunque mi sono divertito molto con gli amici con cui ero partito, e forse è proprio questo l’unico motivo per andare a Lucca Comics & Games: divertirsi con spensieratezza.
PS. ma come fanno le ragazze del cosplay a stare così nude ai primi di novembre?
Lo scandalo della prigione di Guantanamo è ormai elemento dello stesso immaginario statunitense se dal 2006 la Marvel, la Casa delle Idee, ha pensato di lanciare una storia dal titolo Civil War.
La trama è presto detta: dopo un incidente mortale causato da un supereroe il Presidente degli USA decide di censire i supereroi.
Alcuni accettano, come Mister Fantastice Iron Man, altri… udite udite… come Capitan America si ribellano… è la guerra civile.
Ah… Spiderman? con il governo…
I supereroi che non accettano di essere schedati vengono imprigionati in un carcere extra-territoriale dove rimarranno senza assistenza legale finché non accettano il censimento.
Le tematiche affrontate in questo fumetto sono diverse: dal concetto stesso di censimento (negli USA non esiste un censimento vero e proprio, ma una analisi statistica della popolazione, perché considerato storicamente come uno strumento di limitazione della libertà ) fino al tema del diritto alla difesa, del diritto di poter fare le proprie scelte senza che un governo ti dica cosa fare, quando fare e se fare…
Un fumetto stupendo che sottolinea la spaccatura nel tessuto sociale statunitense e soprattutto tra Potere e Popolo.
Ma come ci insegna V è il governo che deve temere il popolo e non il popolo il governo.