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Ha fallito l’ultimo tiro salvezza…

…il co-creatore di D&D, il gioco di ruolo più famoso e forse il più giocato. Gary Gygax all’età di 69 anni ha fallito, molto probabilmente il tiro salvezza da veleno. Un personaggio leggendario nel mondo dei giochi di ruolo. Con un gruppi di amici aveva dato vita a un nuovo modo di pensare il gioco e di vivere il rapporto sociale.Praticare un gioco di ruolo (gli inglesi usano il termine playing che vuol dire giocare anche recitare – segnando un legame più profondo di quanto si pensi tra le due attività) è un’esperienza particolarmente diversa da un gioco da tavolo o il gioco di una console. Nei giochi di ruolo non si perde, non si vince. Si interpreta un personaggio che ha una storia, un carattere, una cultura e un universo in cui vivere.

Forse D&D era un gioco troppo semplice e semplicistico, ma faceva sognare. Anche la sua versione Advanced rimaneva comunque un gioco a volte ingenuo rispetto ai successivi giochi molto più tesi o ossessionati dal concetto, falso e inutile, di replicare la realtà. D&D faceva sognare, le serate erano momenti incredibili di vivere un’altra identità, di tirare fuori a volte aspetti del proprio carattere nascosti, “desiderati”, ma all’apparenza irrealizzabili.

Gary Gygax è il padre della fantasia moderna, del modo diverso e nuovo di vivere il fantastico. I detrattori bigotti dei giochi di ruolo non hanno mai capito niente, ignoranti e bigotti, hanno dimostrato il limite del loro pensiero. Quel pensiero che i giocatori e Gary hanno avuto libero.

Gary è salito sul un drago ed ha spiccato il volo verso il Paradiso dei giocatori di ruolo… dove si gioca per l’eternità a un numero infinito di giochi.

Grazie Gary… 

Open Confrontation a Bologna

Sono tornato ieri sera dall’Open di Confrontation di Bologna. Un torneo molto bello, divertente. Partite combattute (salvo solo quando mi tiravano i doppi 6 sui cavalieri di Alahan… :-( )
Giocati tutti gli scenari tranne La caccia è aperta, scenario tra i più odiati, perché assolutamente al massacro e senza scopo se non distruggere, distruggere e… distruggere.

Ho combattuto finalmente contro Elfi e Nani, era la prima volta che li incontravo e anche contro un esercito di Druni con un Nexus fetente. (scherzo!!!)

Return to Castle Wolfstein

Oggi ho finito la parte di questo stupendo gioco sviluppata in Africa ed ora mi trovo prigioniero nel Castle Wolfstein. Devo dire che il titolo è azzeccato, ma va capito. Non è il personaggio che ritorna in quel maledetto castello pieno zeppo di zombie, mutanti e altre abberrazioni biologiche e magiche. Eì il giocatore stesso che torni lì, ritorna dopo tanti anni e con una versione del gioco strabiliante per grafica, animazione, storia.
Tutto è emozionante e carico di suspance.
E’ un vero piacere tornare in quel maledetto castello e giocare ancora una volta la partita contro i nazisti e le loro abberrazioni magiche.

Uccidere nazisti mi fa stare meglio, non c’è che dire.
La stessa emozione quando preparavo gli esami all’università, se la tensione era troppo alta, mi rilassavo uccidendo nazisti.

Ora vi lascio, ho un castello da conquistare… ;-)