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Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore

Con un vistosissimo ritardo pubblico questa segnalazione: l’ultimo libro di Antonella Beccaria. Sicuramente una giornalista “vera”.

Cari amici,

con questa mail vi annuncio l’uscita del mio nuovo libro, “Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore“ISBN: 978-88-6222-006-4 Collana Eretica – Stampa Alternativa, Novembre 2007

Sono trascorsi esattamente tredici anni da quando a Bologna scattarono le manette ai polsi del primo dei componenti della banda della Uno bianca. Dal 1987, infatti, con un impressionante crescendo di violenza che ha portato a un bilancio di ventiquattro morti, 102 feriti e 103 azioni criminali, tra l’Emilia Romagna e le Marche c’era un gruppo di criminali senza nome che seminò terrore andando oltre il comportamento di semplici rapinatori.

Quel primo arresto, che diede un’identità ai componenti del commando, raggiunse a sorpresa un agente di polizia della Questura di Bologna e a ruota ne seguirono altri cinque, quattro dei quali per altrettanti poliziotti. Una storia, quella della banda della Uno bianca, che viene riletta contestualizzandola in un periodo in cui l’Italia subisce mutazioni profonde. Dopo gli “anni di piombo”, si scopre l’esistenza di Gladio e gli attentati da “semplici” stragi, diventano stragi di Stato.

Il libro, dunque, è la ricostruzione di un periodo di terrore sul quale ancora oggi rimane una serie di domande.

CREATIVE COMMONS E NON PAGO DI LEGGERE

Questo libro è rilasciato con licenza Creative Commons-Attribuzione-Noncommerciale-Non opere derivate 2.5 Italia http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/ e dal 20 novembre sarà disponibile per il download della versione elettronica dai siti Libera Cultura di Stampa Alternativa http://www.stampalternativa.it/liberacultura/ e dal blog dell’autrice http://antonella.beccaria.org/
Inoltre l’autrice e l’editore riconoscono il principio dellagratuità del prestito bibliotecario e sono contrari a norme o direttiveche, monetizzando tale servizio, limitino l’accesso alla cultura. Dunque l’autrice e l’editore rinunciano a riscuotere eventuali introitiderivanti dal prestito bibliotecario di quest’opera. Per maggioriinformazioni, si consulti il sito “Non Pago di Leggere: Campagna europea contro il prestito a pagamento in biblioteca” (http://www.nopago.org/
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L’AUTRICE

Antonella Beccaria ha pubblicato nel 2006 con lo stesso editore “Bambinidi Satana: Processo al diavolo: i reati mai commessi di Marco Dimitri”e “Permesso d’Autore: Percorsi per la produzione di cultura libera”;nel 2004, “NoSCOpyright: Storie di malaffare nella societàdell’informazione”. Nel 2005 è uscita come e-book la raccolta diracconti “Piccoli delitti”, disponibile per il download all’indirizzohttp://www.lulu.com/content/148356. Dal 2004 ha un blog (http://antonella.beccaria.org) dove anticipa, racconta e approfondiscealcune delle vicende che narra nei suoi libri.

La radio in TV

Questa mattina ero a fare una bella colazione al bar vicino all’ufficio quando mi sono accorto che il suono radiofonico che sentivo proveniva dalla televisione. I conduttori di RDS erano visibili con una bella telecamera.Ho ripensato a quando lavoravo in radio e come fosse magico il pensiero di essere solo ascoltati, senza che fosse visibile lo sguardo, gli occhi, i movimenti del corpo. Tutto era gestito dalla voce.La magia della radio non era o è propria questa? Sentire una voce e immaginare come sarà chi parla, dove sarà, etc… La televisione prosegue nell’uccidere il nostro immaginario, nel cancellare la potenza del fantasticare.La televisione è una cattiva maestra, aveva ragione Pasolini. E’ inutile illudersi, che poi  a qualcuno serva per vendere un prodotto, condizionare le scelte democratiche, abbassare il livello culturale con l’omologazione, è tutt’altro discorso, ma non illudiamoci che sia una figata.

Saluti romani?

Oggi abbiamo potuto assistere a mediocri e vergognose immagini del funerale del tifoso ucciso da un poliziotto. La folla di tifosi salutava il morto con il saluto, che i telegiornali servilmente, chiamavano “saluto romano“, ma che si chiama saluta fascista e che dovrebbe far scattare una indagine a tappeto sui presenti al funerale.

Ma ovviamente tutto ciò accadrà? Non credo poco, ci sono settori del nostro vivere sociale che sono stati abbandonati dallo Stato, per cui ciò che sarebbe reato, come inneggiare al fascismo, non sono neanche puniti.

Suona vergognoso il politically correct di certi giornalisti, che alla fine ha un solo nome ipocrisia e servilismo, se non peggio.  E dello Stato che non si occupa di presidiare la Giustizia, neanche delegandola, ma azzerandola.

Che vergogna.