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Il caso Englaro

Arrivo tardi a scrivere del caso Englaro perché in tutti questi giorni si è assistito a una serie di vergognosi commenti e strumentalizzazioni assolutamente antidemocratiche.

Il dato più preoccupante è l’atmosfera antidemocratica che si vive in questo Paese. Ci sono persone che ritengono che non sono ammessi altri valori se non quelli propri. Vogliono imporre alla moltitudine le loro idee senza minimamente portare rispetto per le idee degli altri.

Ancora più grave inoltre è il comportamento di deputati e senatori del PD che antepongono le loro idee al principio democratico della libertà di pensiero. Quando votano, con la scusa della propria coscienza, votano a favore di leggi che riducono le Libertà… Il PD è oggi un partito di nessun valore che non merita la nostra attenzione e appoggio. In Italia oggi non esistono partiti laici, perché sono in pochi a conoscerne il significato.

Non si fa altro che anteporre le proprie idee, valori e pregiudizi all’interesse Comune, di cui non si conosce il significato e il valore.

Il caso Englaro era nella sua drammaticità semplice, una donna in coma da 17 anni, stato vegetativo, vita azzerata, che senso ha mantenerla in vita? Chi, se non solo il padre e la madre possono provare ad avere il coraggio, l’umiltà e la disperazione di prendere una decisione? Come si permettono terze parti a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato?

Parlare in nome di D-o è idolatria, parlare in nome dei genitori è amorale…

Il Vaticano e i gay

L’ultima presa di posizione sui gay da parte del Vaticano non nasconde il desiderio di voler mantenere la pena di morte per i gay nei paesi dove è in vigore. La lettura delle associazioni che difendono gli interessi degli omesessuali è palesemente esagerata.

La proposta francese è splendida e segna un passo di civiltà enorme, ma mette in profonda difficoltà il Vaticano. Non bisogna dimenticare che il Vaticano è anche uno Stato e che questo Stato non vuole rischiare di sentirsi dire da un organo internazionale laico cosa pensare, per esempio, dell’omosessualità.

La questione dell’esistenza ancora oggi di uno stato come il Vaticano, assolutamente uguale all’Iran, essendo entrambi confessionali, potrebbe creare non poco imbarazzo se per esempio l’omosessualità fosse un diritto riconosciuto da tutti gli Stati del Mondo… tranne che dal Vaticano.

La questione si confonde con la teologia ed è il punto critico su cui girano tutti i problemi del Cattolicesimo rispetto alla società moderna. Che può fare il Vaticano allora? L’unica ipotesi vera e concreta è sostenere idee parallele che gli permettano di contestare la proposta, mantenersi indipendente sul piano morale e cercare soprattutto di affermarsi come opinion leader della Moralità. Anzi se si legge bene quanto riferisce Repubblica il nodo è la definizione di diritti umani. Se al loro interno entra senza dubbi o sorta anche la libertà sessuale come libertà di scelta di “gender”, (già il Vaticano ha dovuto ingoiara la libertà sessuale) si pone il problema della definizione della famiglia naturale.

Soprattutto finché si teneva il dibattito a livello di singoli stati, il Vaticano poteva in molti paesi giocare partite singole (vedi la Polonia, oppure proprio l’Italia), ma se l’ONU adotta un atteggiamento di difesa dei diritti degli omosessuali in modo esplicito… il Vaticano è fuori dal gioco internazionale sul diritto di famiglia.

E la partita si farà più dura. E soprattutto il Vaticano rimarebbe isolato insieme a Iran (ops) e altri stati come l’Arabia Saudita (ri-ops)…

Imbarazzante episodio di “Numbers”

Da qualche anno le televisioni nostrane ci propongono la serie televisive Numbers, prodotta da Ridley Scott. Serie curiosa perché pone un matematico come consulente dell’FBI. Solita serie ben fatta che cerca di risollevare l’immagine di un’FBI uscita malconcia dal 9/11.

Nell’episodio di ieri sera, trasmesso su FoxCrime, un episodio della seconda stagione si occupa dell’Operazione Condor. Il dato imbarazzante che nell’episodio di Numbers si evita completamente di citare l’implicazione della CIA in questa operazione (ma l’agente dell’FBI dove vive? nelle nuvole?). Il raccontino è banale: organizzazione voluta da alcuni stati sudamericani per combattere le opposizioni di sinistra. Tutto qui.

E il carcere/scuola a Panama della CIA? E le implicazioni di quest’ultima? Niente… se non alla fine dell’episodio ricordare che oggi (attenzione oggi) i killer in Colombia sono addestrati dagli USA.

Direi un po’ pochino per una Operazione che ha organizzato colpi di stato, fatto uccidere migliaia di persone, creato il fenomeno dei desaparecidos, etc…