Le elezioni amministrative di domenica scorsa indicano senza dubbio una controtendenza dell’elettorato italiano, che soprattutto sembra punire i partiti oltre che i personaggi politici.
Tant’è che il fatto più importante non è la sconfitta della candidata di Milano del PDL quanto il fatto che il PD sia diventato il primo partito o quasi, che i quartieri di Milano siano tutti alla Sinistra e che alla fine anche a Napoli la Sinistra divisa somma più voti del centro-destra.
Lo spauracchio di una vittoria dei sovversivi o estremisti di sinistra non sembra funzionare, anzi non paga, visto che alla fine l’elettorato preferisce votare il PD.
Alcune domande però ovvie: vista l’alta astensione, non è che i votanti del centro-destra si sono astenuti questa volta? Invece dei soliti della Sinistra?
Secondo aspetto: e se poi Berlusconi vince agli spareggi? (preferisco chiamarli così)
Insomma un conto è essere scontenti della propria area politica e un conto è condividere le idee politiche di un movimento.
Se gli indecisi hanno votato Pisapia, per esempio, ma di estrazione ideale sono conservatori, Pisapia che fa? Insomma mi sembra che stiamo festeggiando il Re che cade, ma senza avere una base solida su cui fondare una seria ricostruzione del fare politica.
E soprattutto Fini non ha costruito un Terzo Polo solido… Ancora. Per cui Berlusconi è ancora forte, molto forte.
Da non sottovalutare.
