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La sconfitta di Berlusconi?

Le elezioni amministrative di domenica scorsa indicano senza dubbio una controtendenza dell’elettorato italiano, che soprattutto sembra punire i partiti oltre che i personaggi politici.
Tant’è che il fatto più importante non è la sconfitta della candidata di Milano del PDL quanto il fatto che il PD sia diventato il primo partito o quasi, che i quartieri di Milano siano tutti alla Sinistra e che alla fine anche a Napoli la Sinistra divisa somma più voti del centro-destra.

Lo spauracchio di una vittoria dei sovversivi o estremisti di sinistra non sembra funzionare, anzi non paga, visto che alla fine l’elettorato preferisce votare il PD.

Alcune domande però ovvie: vista l’alta astensione, non è che i votanti del centro-destra si sono astenuti questa volta? Invece dei soliti della Sinistra?
Secondo aspetto: e se poi Berlusconi vince agli spareggi? (preferisco chiamarli così)
Insomma un conto è essere scontenti della propria area politica e un conto è condividere le idee politiche di un movimento.
Se gli indecisi hanno votato Pisapia, per esempio, ma di estrazione ideale sono conservatori, Pisapia che fa? Insomma mi sembra che stiamo festeggiando il Re che cade, ma senza avere una base solida su cui fondare una seria ricostruzione del fare politica.

E soprattutto Fini non ha costruito un Terzo Polo solido… Ancora. Per cui Berlusconi è ancora forte, molto forte.
Da non sottovalutare.

Scontro finale?

Alla fine si è arrivati allo scontro, Berlusconi è costretto a chiedere la fiducia per serrare le linee, soprattutto perché era l’ultima carta da giocare. Il rischio era troppo che si arrivasse a un esito del voto parlamentare senza maggioranza.

Bocchino dichiara che il FLI voterà a favore, ma la questione è che i nodi del conflitto rimangono e la questione giustizia rimane ancora il vero problema di Berlusconi. Sinceramente domani mi aspetto un risultato del voto molto equilibrato senza una grande vittoria del governo. Anche perché il voto di domani rimanderebbe ai prossimi mesi la negoziazione dei vari temi caldi del governo. Per Berlusconi si prospettano tre anni di fuoco, dove oltre al conflitto con Fini, ci sarà anche la lotta interna per prendere il suo posto. Pochi e determinati candidati. Prima di tutto Tremonti, poi lo stesso Fini, oltre a qualche nome nuovo, forse qualche ex-colonello di Fini e poi Alemanno, sindaco di Roma.

Tre anni di scontri interni ed esterni, causati dalla eccessiva debolezza delle opposizioni, che non intimidiscono il governo. Berlusconi ha bisogno di un avversario credibile, altrimenti i suoi uomini non faranno che combattere tra di loro e contro di lui.

Tremonti…

E ora arriva Tremonti. L’uomo di Bossi, la talpa dentro il PDL. Il nostro criminale dell’economia si propone come alternativa di Berlusconi, pfesentandosi come l’uomo capace di risolvere le difficoltà istituzionali, guidare il centro destra alla fine della legislatura in modo da evitare una delle peggiori figure di merda per il Berlusconi.
Ovviamente Tremonti non vuole salvare la faccia al Berlusconi, ma esclusivamente prendere il potere e diventare il laeder.
Diverse domande nascono spontanee, per esempio quale sarà la prossima mossa di Fini per ottenere la guida del centro destra italiano. Oppure Berlusconi è disposto a mollare tutto a favore di Bossi, uno dei registi dell’attacco?
Massimo D’Alema, l’Andreotti della seconda repubblica, ha ripreso a vaticinare, di solito ci prende. Prevede elezioni presto molto presto, come anche Repubblica ha sottolineato ieri, però c’è un però… l’elettorato della sinistra è completamente sfaldato, in molti casi ha abbandonato l’Italia, in altri casi non voterà. Il gruppo dirigente del PD ha distrutto un patrimonio politico e culturale, ovviamente il tutto è iniziato molti anni fa.
Alla fine sarà Fini a realizzare una nuova forza politica?