Category Archives: Società  e costume

7 giorni su 7

Il dibattito politico è ormai 7 giorni su 7, la crisi incalza ogni istante anche quando stiamo guardando la partita di calcio (a proposito questi bastardi che imbrogliano le partite e sono pagati con cifre assurde… la vedono la crisi oppure stanno felici e beati?), passeggiando con gli amici in montagna (questa volta avremo recuperato i vecchi scarponi o preso da amici quelli dei loro figli per i nostri…), guardando un bel film (rigorosamente prestato o riciclando qualcosa in casa) etc…

Il Mondo gira, le borse sono sempre aperte, 7 giorni su 7, h24, senza sosta per bruciare e macinare soldi. Ma in qualche modo dobbiamo cambiare rotta. Non dico i rimedi della nonna, ma ripensiamo il modo con cui consumiamo, spendiamo. Diamo senso a ciò che è intorno a noi, piuttosto che dare senso a ciò che ci viene cinguettato attorno a noi.

E facciamolo 7 giorni su 7, altrimenti le borse ci macinano 7 su 7 e noi invece ci attardiamo stravolti e presi da bisogni che non abbiamo, urgenze che non esistono e ansie che non sono le nostre…

Crisi non crisi… Che fare?

Alla fine il governo ha avviato la sua politica di sacrifici. Sono diversi gli elementi interessanti di questa crisi e soprattutto dello scontro politico.
Trovo prima di tutto interessante che sia stato Napolitano a intervenire per far dimettere Berlusconi. Il suo governo era ormai andato, ma soprattutto ormai i suoi avevano deciso di farlo fuori. Mi sembra chiaro che l’alleanza che lo aveva portato al potere: P2, Massoneria e Opus Dei si sia sciolta alle precedenti elezioni quando Casini ha deciso di correre da solo. Il mancato appoggio della Chiesa, era il primo segnale di una profonda crisi all’interno delle forze conservatrici italiane.
Poi il continuo scontro tra Fini e Berlusconi ha segnato la fine della alleanza con la Massoneria. Probabilmente Fini non è direttamente collegato ai vecchi muratori risorgimentali, ma alla fine è apparso come il rappresentante della parte laica del centro destra.
Rimasto da solo Berlusconi ha lasciato campo aperto alla Lega, consegnandole ampi spazi di manovra nel sistema bancario del nord Italia, ma nello stesso scontentandola e creando un clima oneroso, fatto cioè di soldi da pagare per avere il suo appoggio.
Ma la storia non finisce qui. Convinto di essere forte e indipendente decide di proseguire da solo, scaricando anche il suo ecchio benefattore. Ma fare i conti senza l’oste non di può e alla fine anche Licio Gelli ha dovuto togliere la spina al governo Berlusconi.
All’inizio con una intervista dicendo che Berlusconi non lavorava per il bene della Nazione e poi dopo le sue dimissioni mettendo in guardia l’opinione pubblica che Berlusconi lavorava per tornare al potere.
Licio Gelli non faceva esternazioni da anni… Perch? proprio adesso?

Ora l’Opus Dei governa, probabilmente in attesa delle elezioni del 2013 e in attesa di ridefinire la nuova alleanza che dovrà governare il paese per i prossimi dieci anni con buona pace di sinistra e sinistrorsi.

Speriamo bene

Lost – episodio finale

Si discuterà molto su Lost e sul suo episodio finale o meglio sul finale. La stampa americana si è lanciata in diversi commenti, melodrammatico quello del Toronto Sun, più criptico quello del New York Times.  I lettori della CNN hanno commentato a vario titolo il finale: da entusiasti a molto critici, ma in realtà di cosa parliamo?

Lost si è rivelato essere un atto creativo di tipo universale, paragonabile ai romanzi dell’800-900 che venivano scritti in Francia, USA, Gran Bretagna e qualcosina in Italia. I temi trattati sono tutti archetipi dell’uomo: l’amore, la morte, il bene, il male, il destino, la vita… E certamente non possiamo risolvere una così vasta gamma di stati della vita o movimenti, meglio ancora, con un semplice “sono tutti morti”.

Non sono tutti morti, perché Jack ha visto l’aereo decollare prima di morire e poi perché sarebbe un non sense raccontare la storia di Jacob e di MIB… i final credits dove si vedono i resti dell’aereo della Oceanic, sono credits. Certamente da dove tutto è partito, tutto è finito, ma ormai questa è la cifra stilistica della fiction statunitense, che soprattutto nei film ama linkare nel tempo gli eventi di una storia.

Lost è riuscitissimo. La fonte della vita, probabilmente questa era la fonte, ha un suo custode, e quanto di peggiore è nato da lei, è stato sconfitto. Quando si parla di vita e morte, destino e libero arbitrio, beh si scrive sempre qualcosa di interessante. Sono i veri presupposti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Hurley alla fine diventa il custode perché infondo  rispetto a tanti altri era rifiutato dalla vita con la sua proverbiale sfortuna. Ma il tema centrale che rimane sempre e comunque è: qual è il nostro destino? E’ tutto scritto? e il libero arbitrio?