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Peccato e peccati

Il ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg si è dimesso per aver copiato la tesi di dottorato… Berlusconi rimane al suo posto pur avendo non so quante inchieste sul groppone. Diversi punti di vista di due società completamente diverse.
La tragedia, nella sua più totale tristezza, è che il modello berlusconiano è presente nel mondo, ma di quel mondo delle dittature, delle democrazie traballanti, delle economie del Terzo mondo.
Il modello tedesco invece fa parte dei paesi moderni.
Ecco l’Italia fa parte di un Mondo ancoa immaturo, che devo ancora crescere.
Eppure se ci pensiamo bene l’Italia non è affatto una dittatura, anzi possiamo tranquillamente sottolineare che la grande libertà che regna sovrana. Chi parla di dittatura nel nostro paese fa una bella confusione e non ha chiara l’idea di cosa significhi nascondersi per le proprie idee, rischiare la vita.

L’Italia rischia di essere un paese a doppio profilo: ha delle regole che non sono condivise dalla sua maggioranza… E una minoranza che ha aderito a delle regole che si è trovata e che condivide. Ma diciamolo pure la maggioranza vorrebbe ben altro, cosa non è molto chiaro, ma vuole sicuramente altro.

Scontro finale?

Alla fine si è arrivati allo scontro, Berlusconi è costretto a chiedere la fiducia per serrare le linee, soprattutto perché era l’ultima carta da giocare. Il rischio era troppo che si arrivasse a un esito del voto parlamentare senza maggioranza.

Bocchino dichiara che il FLI voterà a favore, ma la questione è che i nodi del conflitto rimangono e la questione giustizia rimane ancora il vero problema di Berlusconi. Sinceramente domani mi aspetto un risultato del voto molto equilibrato senza una grande vittoria del governo. Anche perché il voto di domani rimanderebbe ai prossimi mesi la negoziazione dei vari temi caldi del governo. Per Berlusconi si prospettano tre anni di fuoco, dove oltre al conflitto con Fini, ci sarà anche la lotta interna per prendere il suo posto. Pochi e determinati candidati. Prima di tutto Tremonti, poi lo stesso Fini, oltre a qualche nome nuovo, forse qualche ex-colonello di Fini e poi Alemanno, sindaco di Roma.

Tre anni di scontri interni ed esterni, causati dalla eccessiva debolezza delle opposizioni, che non intimidiscono il governo. Berlusconi ha bisogno di un avversario credibile, altrimenti i suoi uomini non faranno che combattere tra di loro e contro di lui.

Tremonti…

E ora arriva Tremonti. L’uomo di Bossi, la talpa dentro il PDL. Il nostro criminale dell’economia si propone come alternativa di Berlusconi, pfesentandosi come l’uomo capace di risolvere le difficoltà istituzionali, guidare il centro destra alla fine della legislatura in modo da evitare una delle peggiori figure di merda per il Berlusconi.
Ovviamente Tremonti non vuole salvare la faccia al Berlusconi, ma esclusivamente prendere il potere e diventare il laeder.
Diverse domande nascono spontanee, per esempio quale sarà la prossima mossa di Fini per ottenere la guida del centro destra italiano. Oppure Berlusconi è disposto a mollare tutto a favore di Bossi, uno dei registi dell’attacco?
Massimo D’Alema, l’Andreotti della seconda repubblica, ha ripreso a vaticinare, di solito ci prende. Prevede elezioni presto molto presto, come anche Repubblica ha sottolineato ieri, però c’è un però… l’elettorato della sinistra è completamente sfaldato, in molti casi ha abbandonato l’Italia, in altri casi non voterà. Il gruppo dirigente del PD ha distrutto un patrimonio politico e culturale, ovviamente il tutto è iniziato molti anni fa.
Alla fine sarà Fini a realizzare una nuova forza politica?