La CEI afferma che la pillola abortiva offende le donne. La posizione emerge da una intervista fatta al vescovo Giuseppe Anfossi. Come al solito il tema dell’aborto va a toccare le basi della convivenza democratica e civile in una società multiculturale e laica.
La Chiesa non è in grado di far rispettare le proprie regole, i così detti “cattolici” sono sempre più senza valori, senza più attenzione agli insegnamenti del Cristianesimo. Sfugge a tutti che se qualcuno considera il feto “vita da difendere” per altri può non essere così, oppure si valutano da difendere altri valori e altre situazioni.
Ancora fa più ridere che si dica che la pillola abortiva offende le donne, ma la Chiesa vuole obligare le donne a tenere il figlio frutto di uno stupro, tanto per fare un esempio… e questo cos’è?
Offendiamo le donne ogni volta che non le ascoltiamo, ogni volta che vogliamo imporre come vivere la loro femminilità e la loro sensibilità di essere viventi. Ogni volta che imponiamo loro cosa devono essere e cosa possono essere.
Se una persona è cattolica rispetterà il divieto dell’aborto, chi non lo è abortirà, perché riterrà opportuno farlo, perché avrò un buon motivo. Non si può pensare che l’aborto sia come buttare una mela marcia. Non abbiamo idea, noi maschi, cosa vuol dire prendere una decisione di questo tipo.
Speriamo almeno che chi ogni giorno deve prendersi questa responsabilità non sia abbandonata da amici, parenti, “il padre” del feto, etc… Solo così rispetteremo le donne.
Il resto sono tentativi di controllare i valori e la morale.
La questione immigrazione è diventata un problema in italia per una serie di motivi:
1. la Sinistra, dai centri sociali al PDS non sono stati in grado di gestire culturalmente, politicamente e socialmente il fenomeno. Un esempio è Bologna: invece di aiutare i bolognesi a capire l’importanza di una società multi-culturale e multi-etnica, si è passato il tempo a spaventarli dicendogli che erano razzisti, che le scelte dei governanti eletti da loro erano razziste, etc… cioè si sono sentiti giudicati e condannati. E si è aiutati SOLO gli immigrati… ma gli italiani che erano cresciuti con una Italia diversa… questi secondo la Sinistra dovevano nascere “già imparati”. La Sinistra non ha saputo, per incompetenza culturale (proprio ignoranti), gestire il cambiamento.
2. l’Italia è priva di una cultura forte, che sia capace di attrarre altre culture, altri uomini. Un esempio: se si gira per Parigi “i diversi” parlano francese, da noi la loro lingua. Ma il problema più grosso è che “i diversi” che arrivano in Italia sono portatori di culture forti, coscienti delle loro identità . L’italiano a parte la nazionale di calcio di cosa è cosciente? Qual è oggi la cultura italiana? Una cultura forte è in grado di gestire il cambiamento, di gestire il nuovo, di gestire il confronto… di cui invece le culture deboli hanno paura
3. l’Italia è sempre stata di destra, è stato il Fascismo a educare gli italiani, la società italiana a essere quello che è. Cosa ha fatto il PCI per proporre un sistema di valori alternativo? niente… ha corso sulla stessa pista: la morale bigotta… borghese, un po’ cattolica e meschina del ceto medio
4. …ma c’è un ma… cmq l’immigrazione, cmq il cambiamento sociale, etnico, culturale sono inevitabili nella Storia. Le civiltà che non hanno saputo gestire il cambiamento, sono scomparse.  l’Italia è destinata a scomparire, non conviente neanche + al Vaticano tenersi l’Italia cattolica dei bravi bianchi italici, meglio i filippini e gli africani, bravi cattolici.