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Crisi non crisi… Che fare?

Alla fine il governo ha avviato la sua politica di sacrifici. Sono diversi gli elementi interessanti di questa crisi e soprattutto dello scontro politico.
Trovo prima di tutto interessante che sia stato Napolitano a intervenire per far dimettere Berlusconi. Il suo governo era ormai andato, ma soprattutto ormai i suoi avevano deciso di farlo fuori. Mi sembra chiaro che l’alleanza che lo aveva portato al potere: P2, Massoneria e Opus Dei si sia sciolta alle precedenti elezioni quando Casini ha deciso di correre da solo. Il mancato appoggio della Chiesa, era il primo segnale di una profonda crisi all’interno delle forze conservatrici italiane.
Poi il continuo scontro tra Fini e Berlusconi ha segnato la fine della alleanza con la Massoneria. Probabilmente Fini non è direttamente collegato ai vecchi muratori risorgimentali, ma alla fine è apparso come il rappresentante della parte laica del centro destra.
Rimasto da solo Berlusconi ha lasciato campo aperto alla Lega, consegnandole ampi spazi di manovra nel sistema bancario del nord Italia, ma nello stesso scontentandola e creando un clima oneroso, fatto cioè di soldi da pagare per avere il suo appoggio.
Ma la storia non finisce qui. Convinto di essere forte e indipendente decide di proseguire da solo, scaricando anche il suo ecchio benefattore. Ma fare i conti senza l’oste non di può e alla fine anche Licio Gelli ha dovuto togliere la spina al governo Berlusconi.
All’inizio con una intervista dicendo che Berlusconi non lavorava per il bene della Nazione e poi dopo le sue dimissioni mettendo in guardia l’opinione pubblica che Berlusconi lavorava per tornare al potere.
Licio Gelli non faceva esternazioni da anni… Perch? proprio adesso?

Ora l’Opus Dei governa, probabilmente in attesa delle elezioni del 2013 e in attesa di ridefinire la nuova alleanza che dovrà governare il paese per i prossimi dieci anni con buona pace di sinistra e sinistrorsi.

Speriamo bene

Scontro finale?

Alla fine si è arrivati allo scontro, Berlusconi è costretto a chiedere la fiducia per serrare le linee, soprattutto perché era l’ultima carta da giocare. Il rischio era troppo che si arrivasse a un esito del voto parlamentare senza maggioranza.

Bocchino dichiara che il FLI voterà a favore, ma la questione è che i nodi del conflitto rimangono e la questione giustizia rimane ancora il vero problema di Berlusconi. Sinceramente domani mi aspetto un risultato del voto molto equilibrato senza una grande vittoria del governo. Anche perché il voto di domani rimanderebbe ai prossimi mesi la negoziazione dei vari temi caldi del governo. Per Berlusconi si prospettano tre anni di fuoco, dove oltre al conflitto con Fini, ci sarà anche la lotta interna per prendere il suo posto. Pochi e determinati candidati. Prima di tutto Tremonti, poi lo stesso Fini, oltre a qualche nome nuovo, forse qualche ex-colonello di Fini e poi Alemanno, sindaco di Roma.

Tre anni di scontri interni ed esterni, causati dalla eccessiva debolezza delle opposizioni, che non intimidiscono il governo. Berlusconi ha bisogno di un avversario credibile, altrimenti i suoi uomini non faranno che combattere tra di loro e contro di lui.

Tremonti…

E ora arriva Tremonti. L’uomo di Bossi, la talpa dentro il PDL. Il nostro criminale dell’economia si propone come alternativa di Berlusconi, pfesentandosi come l’uomo capace di risolvere le difficoltà istituzionali, guidare il centro destra alla fine della legislatura in modo da evitare una delle peggiori figure di merda per il Berlusconi.
Ovviamente Tremonti non vuole salvare la faccia al Berlusconi, ma esclusivamente prendere il potere e diventare il laeder.
Diverse domande nascono spontanee, per esempio quale sarà la prossima mossa di Fini per ottenere la guida del centro destra italiano. Oppure Berlusconi è disposto a mollare tutto a favore di Bossi, uno dei registi dell’attacco?
Massimo D’Alema, l’Andreotti della seconda repubblica, ha ripreso a vaticinare, di solito ci prende. Prevede elezioni presto molto presto, come anche Repubblica ha sottolineato ieri, però c’è un però… l’elettorato della sinistra è completamente sfaldato, in molti casi ha abbandonato l’Italia, in altri casi non voterà. Il gruppo dirigente del PD ha distrutto un patrimonio politico e culturale, ovviamente il tutto è iniziato molti anni fa.
Alla fine sarà Fini a realizzare una nuova forza politica?