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La waterloo iraniana

l’Iran con la sua forma di governo e di stato così diversa dalla nostra, poteva essere e in gran parte lo è ancora un interlocutore fondamentale per il Medio Oriente.
Però i suoi leader hanno deciso di buttare al vento un sistema democratico limitato ma comunque che poteva essere portato ad esempio, solo per mantenere il Potere ed evitare che un altro islamico, per di più sempre all’interno del sistema, prendesse il potere.

Di fronte ai cambiamenti del Mondo, questa mossa insensata e suicida, fa perdere credibilità all’Iran, apre una lotta intestina interna alla sua società, che poteva essere risolta secondo le leggi che a suo tempo i rivoluzionari si diedero.

Brutta scivolata che però pone le basi della fine dello stato iraniano così come lo conosciamo. Pensavo che Ahmadinejad fosse più furbo, capace e responsabile verso il suo Paese, invece ha segnato la fine della Repubblica Islamica.

Le accuse che vengono fatte ai rivoltosi sono palesemente false e riconoscibili come tali dai cittadini iraniani.

Iran… scontri

Il potere quando è stupido (e quando non lo è?) reagisce sempre male. Il nostro Ahmadinejad si sente scricchiolare e allora eccolo in Russia a mostrare la sua leggitimità come Presidente. Quando si cerca la legittimità all’esterno si è deboli.
Le manifestazioni proseguono, i morti e feriti peseranno nella legittimazione del potere di Ahmadinejad e ricorderanno agli anziani quando lo Shià fece lo stesso.
Iniziano anche segnali di lotte interne al potere stesso con attacchi tra le istituzioni del paese.

Il potere scricchiola, forse questa volta riuscirà a sedare la rivolta, ma è iniziata la fine dell’Iran così come lo conosciamo. Gli effetti del discorso di Obama si incominciano a sentire, le persone sanno che non c’è più un nemico, ma qualcuno con cui parlare, forse valori diversi, ma basta a giudicare bravi e cattivi.
Una ritirata di Ahmadinejad dal potere avrebbe un grande significato per lui e rimarebbe nella storia dell’Iran un grande statista che si è confrontato apertamente con una delle più grandi potenze del Mondo.

Speriamo che Qualcuno lo illumini.

Le elezioni in Iran

L’Iran è un paese strano, che conosciamo poco, anche nelle sue regole e che in modo semplicistico, bolliamo come dittatura o antidemocratico. In realtà avvengono da sempre le elezioni dove si sono sempre candidati anche persone con idee diverse da quelle di personaggi come Ahmadinejad. Certo non possono candidarsi partiti laici o di altre religioni, ma certamente il concetto di democrazia non è solo appannaggio dell’Occidente e quindi può esistere una visione diversa di una forma di governo tipicamente europea.

Facciamo difficoltà a capire questo paese, anche perché non conosciamo bene la sua storia. Un libro molto bello per capirlo è “Leggere Lolita a Teheran”, edito da Adelphi e scritto da una donna meravigliosa Azar Nafisi.

Proporrei di non giudicare l’Iran con la spocchia occidentale, di non bollarlo senza prima conoscere e ricordarci che il nostro governo nel 2001 ha picchiato e caricato pacifiche manifestazioni a Genova… senza invece perseguire in modo corretto coloro che invece stavano danneggiando la città.