(La prima puntata leggila qui)
L’indignazione sui social media prosegue giornalmente ormai da tempo. Come abbiamo visto Internet e il Web sono stati utilizzati da sempre per mettere in contatto persone con le stesse idee per opporsi a situazioni non gradite. Va ricordato che per esempio le recenti azioni dei neo-nazisti in Europa sono coordinati attraverso la rete.
La rete è neutra, tutti possono usarla per i loro fini e scopi. Lo sanno bene i militari del Pentagono che avevano pensato e progettato Internet per fini bellici, per poi perderne il controllo.
La caratteristica di neutralità è fondamentale per diversi motivi, alcuni ovvi. Per esempio la facile accessibilità garantita dalle aziende che vendono la connettività (solo nelle università si può accedere in piena libertà dai padroni delle comunicazione) è un aspetto di neutralità. Chiunque può accedere alla rete. Un altro aspetto molto importante è che proprio perché chiunque può accedervi, è sempre più incerta l’attendibilità delle fonti e degli autori.
E’ sempre più frequente leggere sui giornali delle modalità con cui i gruppi neonazisti si organizzano usando internet e il web. Questo primo elemento dovrebbe far sollevare il sospetto o almeno il dubbio su chi sia l’autore di un messaggio quando lo riceviamo. La situazione è che ormai le informazioni che girano sulla rete hanno lo stesso valore che provengano dall’estrema destra, come dalla sinistra, come ad agenzie di comunicazione che controllano le nostre opinioni influenzandole. Vediamo alcune tecniche e casi specifici:
L’uso della immagini
E’ frequente per esempio veder circolare messaggi contenuti in file jpg o comunque in immagine, anche se spesso si trovano delle scritte. Il messaggio è totalmente superficiale in quanto in una immagine è impossibile costruire una informazione sulla base di una serie di dati. Per esempio l’immagine
:
questa è palesemente disinformazione. Perché dovremmo boicottare la Coca-Cola? Qual è l’associazione proiettile/bevanda gassata? E’ molto probabile che esistano ottime argomentazioni per boicottare questa azienda come altre, ma perché?
Quest’altra immagine è ancora più ricca di disinformazione (potrebbe anche avere ragione) ma su che basi? Quali sono le fonti? Perché?

Aiuterebbe capire qual è l’associazione tra aziende che si occupano di cibo come McDonalds e Coca-cola, aziende che si occupano di vari settori del largo consumo come P&G (detersivi, dentifrici, pannolini, etc…), aziende che producono lettori cd, televisori e la difesa militare.
Ancora più interessanti sono le immagini dai gruppi anti vivisezione dove spesso viene fatto un elenco di azienda o marchi responsabili dei test sugli animali, ma raramente si spiega che la legge obbliga i test per basterebbe fare pressione sui politici piuttosto che sulle azienda.
L’aspetto disinformativo è presente anche in vignette umoristiche dove la semplificazione porta inevitabilmente alla totale disinformazione quanto non si possa sospettare una volontaria attività di diffusione e istigazione dell’odio.

Questa immagine per esempio è contraddetta dai fatti stessi, basterebbe leggere un libro di storia o seguire le informazioni sugli armamenti di Hamas o degli Hezbollah per sapere che sulla loro bilancia non ci sono fionde.
L’aspetto antisemita della protesta su internet verrà esaminato in altri interventi, è comunque uno degli aspetti più interessanti del totale sbilanciamento della indignazione. E’ selettiva e diversi argomenti non vengono trattati.
In sintesi
Anche se con i migliori intenti la diffusione di queste immagini non aiuta a una consapevole presa di coscienza dei fenomeni e dei fatti. Rinforza invece una idea di superficialità che fa sospettare l’obiettivo di creare disinformazione e pilotare l’opinione pubblica, sconvolta dalla immagine, verso posizioni necessarie per rinforzare o creare atmosfere “necessarie”.
Vedremo nella prossima puntata come gli articoli spesso pubblicati su siti web dedicati “a raccontare quanto i giornali non raccontano”, sono mal scritti e spesso in mala fede con strane coincidenze e chiare strategie di scrittura.

