Siamo ormai al quarto mese di “rivoluzione” in Nord Africa (in Medio Oriente non sembra stia succendo qualcosa di paeticolarmente signficativo). In realtà a ben guardare la marea di cambiamento non ha colpito in modo efficace molti stati. Solo la Tunisia e l’Egitto possono dire di aver subito un cambiamento cosí radicale a tal punto da essere in una situazione difficile.
Gli altri stati sono in precario equilibrio. Solo la Libia ha una situazione mostruosa, con una guerra civile che lascerà ferite profonde anche nel rapporto con il mondo Occidentale e le istituzioni internazionali che dopo settimane ancora non hanno preso una decisione veramente seria.
Dove non sembra accadere qualcosa è il Medio Oriente dove a parte i timori di qualcuno, tutto rimane fermo.
La grande domanda è cosa succederà in Egitto. È lo Stato più importante nella regione afro-orientale, la chiave del futuro di pace anche per l’Europa.
Speriamo in un approccio intelligente da parte di coloro che gestiscono la dialettica politica in quel paese.

