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New York 2009 – 4

Mentre la polizia di NYC indaga sulla morte della studentessa assassinata e esamina ben 200 prove raccolte, passeggiamo per la Grande Mela facendo acquisti e visitando i musei più importanti, Metropolitan Musem e il Guggenheim. Il secondo è un supermarket dell’arte. Sale e sale senza alcuna segnaletica per orientarsi. Un casino. Mi stupisco visto che gli americani sono molto attenti al concetto di servizio.
Decisamente affascinante per la sua architettura, ma anche per la collezione dedicata a Kandinsky, il Guggenheim. Costruito come una spirale intorno alla quale sono esposte le opere dell’autore russo, permette di seguire un percorso didattico e museale, anche piacevole. Beh il progettista è un signore che fa di nome Wright…
Qualche isolato verso le Madison si trova Ciao Bella, una gelateria che propone un gelato simile al nostro, ma molto meno cremoso.

Camminare per la Madison può essere una esperienza interessante. In una vetrina di un antiquario abbiamo visto la firma di George Washigton venduta per 12,500 dollari, oppure un cordino per occhiali a 42 dollari.
Molte le marche famose che espongono i loro prodotti.

Mentre scrivo si discute se tassare le bevande gasate per finanziare la nuova politica sanitaria. Forse ridete ma la possibile tassa dovrebbe portare 12,0 bilioni di dollari solo nel primo anno di vita.
La Coca Cola l’ha definita una idea oltragiosa, eppure medici ed esperti sostengono che potrebbe avere gli stessi effetti del divieto al fumo. Infatti colpire le bevande gasate aiuterebbe la lotta all’obesità.

Intanto la polizia ha fermato un sospettato per l’omicidio di Annie. Il sospettato collabora, ma il New York Times sta già ricostruendo la sua vita. Un ragazzo tranquillo, semplice, con qualche anomalia.

Il tempo migliora. Così eccoci al giro inevitabile per la Statua della Libertà e Ellis Island. L’una nega l’altra.
Ellis Island ricorda le politiche sull’immigrazione statunitensi, un assurbo blob di violazione dei diritti umani, idee mediche senza senso e controlli stupidi. L’isola è diventata un altare della stupidità umana quando vuole fermare la libertà di ogni uomo di viaggiare, muoversi nello spazio di questo pianeta.

Chissà quando i nostri CTP diventeranno altari delle nostra follia culturale. Dell’inciviltà che ci sta governando.
E dico “ci”, perché è troppo facile nasconersi nel “io non ho votato quelli” oppure “lui non mi rappresenta”.

Qualcuno un giorno piangerà di fronte a quei luoghi del ricordo.

New York 2009 – 3

Prosegue la mia permanenza nella Grande Mela. Domenica una passeggiata per Central Park, eccoci alle 17 presso la Chiesa di San Peter lungo la Lexington per ascoltare la messa luterana caratterizzata da intermezzi di jazz eseguiti e cantati da Melissa Stylianou Trio e Paul Knopf. La messa era alternata da musiche jazz con lettura dei brani biblici e l’omelia.

La sera cena presso un ristorante adattissimo a chi pensa che tutte le razze siano uguali. Smith & Wollinsky sulla 3 ave. Tutti i bianchi i commensali così quasi tutti i camerieri, tranne un paio di orientali.
Sulle pareti targhe con nomi dei absent friends (cadutti in battaglia?), mentre la foto di un marine era incorniciata all’ingresso del locale.
Fuori dal locale c’erano solo bandiere americane e il cibo che si poteva mangiare era vera carne yankees.
Che dire, un locale per veri bianchi-americani. E anche se lo scenario poteva non piacere, comunque la carne è eccezionale.

Lunedì non poteva mancare la festa di San Gennaro, finalmente nella vecchia Little Italy abbiamo potuto rendere omaggio al santo, mangiare zeppole e assistere a un idillio di colori italiani. Il tutto circondati dai cinesi, che ormai hanno occupato tutto quello che poteva rimanere del quartiere dei Corleone.

Melbury street sembra un luogo fuori dal tempo e nello stesso tempo ricorda quelle feste paesane del sud Italia. Probabilmente più scena, coreografia che ormai un vero ricordo dell’Italia emigrante che fu.

Il tempo ha retto anche oggi, ma ci aspettiamo pioggia nei prossimi giorni. Sarà l’occasione di musei e shopping, anche se oggi una scappatina al NBA store è stata doverosa.

New York 2009 – 2

Il secondo giorno è stato caratterizzato dalla manifestazione dei lavoratori della città di NYC. Manifestazione ben diversa da quelle noiose e pesanti manifestazioni sindacali italiane.
I problemi erano seri, ma questo non ha impedito di organizzare un evento attraverso la fith avenue che ha coinvolto tutti.
Bande, musica, cibo, danze, persone di ogni età, religione, professione sono scese in piazza contro la politica di Bloomberg.
Un modo gioioso di attaccare il sindaco della Grande Mela.

Tra le varie particolarità la presenza del vescovo che ha salutato tutti i rappresentanti dei lavoratori, compresi i sindacalisti dei religiosi (ebbene sì… anche i preti sono sindacalizzati) e tutti, senza distinzione.

Tutto diverso da noi, ma infatti l’esito è stato di attirare le persone, di farle avvicinare alle problematiche dei lavoratori senza farle fuggire dalla pesantezza della comunicazione.

Probabilmente non era questa l’occasione di fare duri e puri, cosa che i lavoratori americani sanno fare e hanno dimostrato più volte nella loro storia. Ma il messaggio era forte e chiaro.

Lo staff della manifestazione regalava cibo a tutti, compresi i turisti ringraziano di essere lì con loro, poi gadget e soprattutto quel modo giocoso e allegro americano di reagire a tutto, anche a 1 dollaro a ora al giorno. Una vera miseria.

Su Twitter (nick: faldarin) per un paio d’ore ho postato foto e video della manifestazione.

Beh dopo questo evento politico ci siamo passati a trovare Teddy. Il presidente Theodor Roosvelt, premio Nobel per la Pace e difensore della Natura, repubblicano… come Bush… mamme diverse evidentemente.
Chiamo la casa di Teddy, non quella dove nacque, ma l’American Museum of Natural History. Per un amante come lui della natura, promotore di una sensibilità vera verso gli animali, senza dubbio avrebbe amato viverci.

Il museo è anche famoso per i noti film, ma ha un fascino suo naturale. I giganteschi dinosauri, gli animali riprodotti nei dioromi, le stanze piene di scheletri di esseri della preistoria. Oggetti incredibili che narrano l’avvincente avventura di questo pianeta.

E non bisogna dimenticare la sezione spaziale, dove si può osservare un meteorite o il prototipo di uno dei robotini inviati su Marte.

Anche qui momenti di stranezza americana, un custode (ma allora sono veramente dei fenomeni!!) rimaneva fermo per diversi minuti come se fosse una statua. Oppure l’imbarazzante costo di un sandwich… 10 dollari.

Ma il mio cuore è lì, nelle stanze dedicate a Teddy, a quel sorriso incredibile di uomo che amava l’orso invece dell’aquila, simbolo degli USA.

Sarà ma questa gabbia di matti a me piace. Ormai è giorno, ma ho avuto l’impressione di vedere un mantello nero muoversi su un tetto, forse è Batman, torna a casa dopo una notte di lotte per difendere gli innocenti.