New York 2009 – 2

Sep 13 2009 Published by andrea under ...

Il secondo giorno è stato caratterizzato dalla manifestazione dei lavoratori della città di NYC. Manifestazione ben diversa da quelle noiose e pesanti manifestazioni sindacali italiane.
I problemi erano seri, ma questo non ha impedito di organizzare un evento attraverso la fith avenue che ha coinvolto tutti.
Bande, musica, cibo, danze, persone di ogni età, religione, professione sono scese in piazza contro la politica di Bloomberg.
Un modo gioioso di attaccare il sindaco della Grande Mela.

Tra le varie particolarità la presenza del vescovo che ha salutato tutti i rappresentanti dei lavoratori, compresi i sindacalisti dei religiosi (ebbene sì… anche i preti sono sindacalizzati) e tutti, senza distinzione.

Tutto diverso da noi, ma infatti l’esito è stato di attirare le persone, di farle avvicinare alle problematiche dei lavoratori senza farle fuggire dalla pesantezza della comunicazione.

Probabilmente non era questa l’occasione di fare duri e puri, cosa che i lavoratori americani sanno fare e hanno dimostrato più volte nella loro storia. Ma il messaggio era forte e chiaro.

Lo staff della manifestazione regalava cibo a tutti, compresi i turisti ringraziano di essere lì con loro, poi gadget e soprattutto quel modo giocoso e allegro americano di reagire a tutto, anche a 1 dollaro a ora al giorno. Una vera miseria.

Su Twitter (nick: faldarin) per un paio d’ore ho postato foto e video della manifestazione.

Beh dopo questo evento politico ci siamo passati a trovare Teddy. Il presidente Theodor Roosvelt, premio Nobel per la Pace e difensore della Natura, repubblicano… come Bush… mamme diverse evidentemente.
Chiamo la casa di Teddy, non quella dove nacque, ma l’American Museum of Natural History. Per un amante come lui della natura, promotore di una sensibilità vera verso gli animali, senza dubbio avrebbe amato viverci.

Il museo è anche famoso per i noti film, ma ha un fascino suo naturale. I giganteschi dinosauri, gli animali riprodotti nei dioromi, le stanze piene di scheletri di esseri della preistoria. Oggetti incredibili che narrano l’avvincente avventura di questo pianeta.

E non bisogna dimenticare la sezione spaziale, dove si può osservare un meteorite o il prototipo di uno dei robotini inviati su Marte.

Anche qui momenti di stranezza americana, un custode (ma allora sono veramente dei fenomeni!!) rimaneva fermo per diversi minuti come se fosse una statua. Oppure l’imbarazzante costo di un sandwich… 10 dollari.

Ma il mio cuore è lì, nelle stanze dedicate a Teddy, a quel sorriso incredibile di uomo che amava l’orso invece dell’aquila, simbolo degli USA.

Sarà ma questa gabbia di matti a me piace. Ormai è giorno, ma ho avuto l’impressione di vedere un mantello nero muoversi su un tetto, forse è Batman, torna a casa dopo una notte di lotte per difendere gli innocenti.

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New York 2009 – 1

Sep 13 2009 Published by andrea under USA

Eccomi di nuovo a NYC dopo un anno esatto. Questa volta in vacanza.
Dopo un disastroso scalo a Detroit dove l’aereo non è partito e quindi sosta con dormita in un albergo locale. L’altro ieri siamo arrivati e subito al Moma, dopo abbiamo potuto osservare opere di diverso tipo. Il secondo piano si è rivelato particolarmente curioso per l’esposizione di oggetti di uso comune nati e diffusi negli anni settanta.
In realtà il tutto è sembrato eccessivo. Una consapevolezza del destino degli oggetti di uso quotidiano, cioè che finiranno un giorno in un museo, non può certo essere la giustificazione per affermare che siano “già da museo”.

La storicizzazione non deve mai essere eccessiva, altrimenti è ridicola.

Il terzo e quarto piano sono ricchi di opere di grande valore artistico, perché concepite come opere artistiche, espressione di uomini che ricercavano un percorso artistico.
Sicuramente l’elemento più curioso è stato un custode che canticchiava canzoni religiose.
Ma alla fine il Moma? Vale la pena.
Sì, semmai con l’intermezzo ironico del secondo piano.

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