Tag Archives: new york - Page 2

New York 2009 – 1

Eccomi di nuovo a NYC dopo un anno esatto. Questa volta in vacanza.
Dopo un disastroso scalo a Detroit dove l’aereo non è partito e quindi sosta con dormita in un albergo locale. L’altro ieri siamo arrivati e subito al Moma, dopo abbiamo potuto osservare opere di diverso tipo. Il secondo piano si è rivelato particolarmente curioso per l’esposizione di oggetti di uso comune nati e diffusi negli anni settanta.
In realtà il tutto è sembrato eccessivo. Una consapevolezza del destino degli oggetti di uso quotidiano, cioè che finiranno un giorno in un museo, non può certo essere la giustificazione per affermare che siano “già da museo”.

La storicizzazione non deve mai essere eccessiva, altrimenti è ridicola.

Il terzo e quarto piano sono ricchi di opere di grande valore artistico, perché concepite come opere artistiche, espressione di uomini che ricercavano un percorso artistico.
Sicuramente l’elemento più curioso è stato un custode che canticchiava canzoni religiose.
Ma alla fine il Moma? Vale la pena.
Sì, semmai con l’intermezzo ironico del secondo piano.

Un post-post New York

Stavo ripensando ai menu dei ristoranti sia a Little Italy che in altri quartieri e ho notato che certo possiamo parlare di cucina italiana, ma cucina del Meridione. Proprio perché l’immigrazione è stata del Sud il cibo è esclusivamente di là.

Dovremmo rifletterci… l?italia forse è a Sud, mentre a Nord c’è un blob di gente senza origine che vorrebbe essere tedesca, ma in realtà ha sangue meridionale ma non vuole ammetterlo… :-)

NYC…

E’ proprio una città strana questa Grande Mela. Mentre giravo per l’Apple Store sulla fith av. incontro Fabiano che non vedo da almeno tre anni. Il giorno dopo leggo il giornale a Central Park e una splendida ragazza mi saluta. Anche lei erano diversi anni che non ci vedevamo.

Città dalle mille facce, dalle mille possibilità. Al Village splendido concerto di jazz e samba. Gli americani potemmo dire che “lo fanno strano”. L’idea è di essere simili a una lavatrice: se inserisci il programma non riescono a prevedere altre soluzioni se non quelle previste dalla procedura. Una simpatica e affascinante italiana che ho conosciuto mi ha detto di aver trovato le istruzioni per lavarsi le mani… :->

Non è incredibile. Si tratta di un modo preciso e certo di gestire la vita e quindi di permettere alle persone di stare più leggere nella vita. Non bisogno vivere di espedienti culturali e sociali, salvo che non decidiamo di vivere in questo modo.

L’impressione ovviamente è solo sugli abitanti di NYC, forse in altre zone e anche soprattutto in un tempo maggiore di nove giorni si possa percepire una varianza di pensiero e complessità che in pochi giorni non si può cogliere. Sono persone gentili, non si riesce a cogliere lo stesso popolo che invade, uccide, tortura etc… Allora che cosa vediamo? cosa percepiamo?
Esistono due USA? Uno da amare e uno da odiare? C’è la possibilità che prevalga quello più gentile, corretto, forse amante anche delle procedure, rispetto al guerrafondaio?

In vista delle elezioni penso che la domanda sia importante. Chi vota Obama è quel tipo di statunitense che ameremmo di più di quello odioso? Oppure MacCain rappresenta quella combinazione dei due americani?

NYC è emozionante, diversa per ogni occhio che la osserva, ma siamo sicuri che siano così tutti gli USA?