Apparirò cinico lo so, ma qualcuno dovrà pur farsi questa domanda: perché ci sono dei bambini in zona di guerra? Se so che si sta combattendo perché tengo i miei figli in mezzo alla strada o comunque in zona di guerra? Perché non scappo?
Sulla questione civili a Gaza rimane da troppo tempo un finto “umanismo” da velina dell’ufficio stampa palestinese.
Inoltre leggo che su il manifesto, quotidiano di solito pubblicatore delle veline palestinesi, qualcuno comincia a presentare idee indipendenti… i lettori si sono lamentati… invece di porsi domande e riflettere… questa Sinistra è come il PDL senza testa.
Sentire le notizie da Radio Popolare su Israele e i Territori Palestinesi fa venire il latte alle ginocchia. Il giornalista non riesce a dare informazioni che abbiamo un minimo di correttezza, che siano di servizio. La ricostruzione dei fatti è squisitamente di parte. Dichiarazioni e fatti vengono riferiti e ordinati temporalmente secondo un disegno di disinformazione che deve la sua origine dalle veline dell’OLP e di tutte quelle realtà palestinesi e non che passano il tempo a indottrinare giornalisti (ma sono tali?) di realtà come Radio Popolare…
Bisognerà prima o poi definire che al processo di pace gente come questa mette benzina sul fuoco.
Ancora più vergognoso il boicotaggio alla Fiera del Libro di Torino di una sedicente Sinistra radicale che l’elettorato italiano ha giustamente punito sbattendolo fuori dalla massima istituzione repubblicana (ma ahimè facendoci entrare gli ex-fascisti). Invece di essere una occasione per costruire un processo di pace, un terreno fertile che faciliti sempre di più, un ambiente dove la parola guerra non riesca a sopravvivere per mancanza della sua atmosfera naturale (l’odio); questi che si definiscono Sinistra radicale, pur se in buona fede, contribuiscono al rafforzamento di un sistema che sostiene la guerra.
Per di più boicottare i libri, la cultura, è la negazione stessa della pace. Che vergogna.