Ormai siamo di fronte a un uso della violenza senza forse un vero e reale motivo o meglio giustificazione. Nessuno si salva. Sia ben chiaro. Gli scontri per la costruzione della TAV ne sono il chiaro segnale di come certi movimenti di protesta non siano più in grado di confrontarsi con la società civile senza prepararsi alla scontro, chi deve gestire lo Stato procede per cariche della Polizia o comunque usando sistemi coercitivi.
Resta il fatto che se si guarda con attenzione entrambi le parti messe l’una contro l’altra sono figli di lavoratori, cittadini, persone comuni. Non è certamente Maroni o Vendola a combattere, ma anzi mandano altri a farlo.
Una volta era molto chiaro che soldati, poliziotti, lavoratori, studenti, etc… erano tutti della stessa parte, non nella stessa parte, ma della stessa parte. E’ questo permetteva di dialogare, capire e capirsi. Oggi chi alza le barricate contro la TAV lancia pietre contro poliziotti e lavoratori. Così come poliziotti e lavoratori si fanno strumentalizzare da comandati e datori di lavoro.
Non c’è etica in questo, non ci sono ideali.
I vari politici nelle loro belle sedie, poltrone, uffici imprezziositi dai libri, non fanno altro che dividere e contare le persone, per valutare il loro potere in base al numero degli eserciti che dispongono.
Fanno tutti pena, senza differenze politiche.

