Elezioni 2009 – terza parte

Jun 10 2009 Published by andrea under Politica italiana

Bene, vediamo allora i cosidetti partiti della Sinistra Radicale. Il risultato è decisamente negativo se osserviamo l’obiettivo di entrare nel Parlamento Europeo, ma certamente avere queto obiettivo non mi sembra così rilevante se si vuole fare politica e si manda il messaggio che alla fine quello che conta è trovarsi il posticino da qualche parte.

Anche la Sinistra Radicale manca spesso di senso della democrazia e della politica, ma non se ne accorge perché è convinta di avere ragione, cioè lei è portatrice di ciò che è giusto, mentre gli altri sbagliano. Dialettica zero, confronto zero… solo la propria verità.

Va aggiunto che si tratta di realtà politiche guidate da vecchi gerarchi di precedenti coalizioni progressiti-ulivo, quindi anche un chiaro messaggio di “siamo sempre gli stessi”. Sono anche aree molto arretrate sul pensiero di analisi e comprensione della realtà, abbracciate a vecchi modi di ragionare rafforzati da pensatori che hanno perso negli anni sessanta, negli settanta, negli anni novanta e proseguono amabilmente anche in questo nuovo millenio.

Il dato numerico però è interessante. Sia l’area che potremmo definire “comunista”, sia l’area che potremmo definire “social-libertaria” raggiungono lo stesso risultato che segna un raddoppio totale della Sinistra Radicale… cioè il 6%.

Però siccome non vanno in realtà d’accordo e comunque non c’è un cambio generazionale, la frittata è sempre la stessa. Sarebbe naturale una alleanza con il PD, anche per permettere a Di Pietro di tornare a destra, suo luogo naturale, ma con questa dirigenza che vuole il posticino nel parlamento europeo, la vedo dura.

Ma i giovani le palle ce le hanno?

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Comunicare la sostenibilità

Oct 21 2008 Published by andrea under Economia, Equo-solidarietà,Politica italiana

Dalla sconfitta delle forze della Sinistra italiana, ho iniziato a riflettere su le cause. Non era annunciata sicuramente per i profani, mentre forse gli esperti avevano più di un segnale o studi che indicavano una fine di questi momenti. Un primo aspetto è sicuramente l’incapacità di comunicare le proprie idee anche se positivissime, oneste e leggitime. Un esempio calzante e forse imbarazzante è quello dell’intervista a uno dei promotori del referendum per l’eliminazione della più importante accieria dell’Europa. Alla domanda su che fine faranno 20.000 lavoratori, la sua risposta è stato che “probabilmente” potrebbero essere inseriti nei lavori per l’ambiente… avete letto bene “probabilmente”.

Ora la domanda è la seguente: si può pensare di essere credibili in questo modo?

Per non parlare del settimanale Carta che è entrato nel rodeo degli abbonamenti d’emergenza come il manifesto. L’anno scorso ho rinnovato l’abbonamento: mai arrivato un numero, mai risposto alle mie email di richiesta di informazioni. Ma se non volevano i miei soldi, perché dovrei darglieli adesso?

Per non parlare delle manifestazioni di solidarietà e attività simili che non si capisce chi sensibilizzino se non riaffermare tra le stesse persone le loro idee.

Il problema è che è più efficace il nuovo film della Walt Disney WALL.E sul tema ambiente che pallosi. lacrimosi e allarmisti discorsi della Sinistra Radicale, tant’è che è stata punita dall’elettorato.

Ma quanti l’hanno capito?

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