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Il Vaticano e i gay

L’ultima presa di posizione sui gay da parte del Vaticano non nasconde il desiderio di voler mantenere la pena di morte per i gay nei paesi dove è in vigore. La lettura delle associazioni che difendono gli interessi degli omesessuali è palesemente esagerata.

La proposta francese è splendida e segna un passo di civiltà enorme, ma mette in profonda difficoltà il Vaticano. Non bisogna dimenticare che il Vaticano è anche uno Stato e che questo Stato non vuole rischiare di sentirsi dire da un organo internazionale laico cosa pensare, per esempio, dell’omosessualità.

La questione dell’esistenza ancora oggi di uno stato come il Vaticano, assolutamente uguale all’Iran, essendo entrambi confessionali, potrebbe creare non poco imbarazzo se per esempio l’omosessualità fosse un diritto riconosciuto da tutti gli Stati del Mondo… tranne che dal Vaticano.

La questione si confonde con la teologia ed è il punto critico su cui girano tutti i problemi del Cattolicesimo rispetto alla società moderna. Che può fare il Vaticano allora? L’unica ipotesi vera e concreta è sostenere idee parallele che gli permettano di contestare la proposta, mantenersi indipendente sul piano morale e cercare soprattutto di affermarsi come opinion leader della Moralità. Anzi se si legge bene quanto riferisce Repubblica il nodo è la definizione di diritti umani. Se al loro interno entra senza dubbi o sorta anche la libertà sessuale come libertà di scelta di “gender”, (già il Vaticano ha dovuto ingoiara la libertà sessuale) si pone il problema della definizione della famiglia naturale.

Soprattutto finché si teneva il dibattito a livello di singoli stati, il Vaticano poteva in molti paesi giocare partite singole (vedi la Polonia, oppure proprio l’Italia), ma se l’ONU adotta un atteggiamento di difesa dei diritti degli omosessuali in modo esplicito… il Vaticano è fuori dal gioco internazionale sul diritto di famiglia.

E la partita si farà più dura. E soprattutto il Vaticano rimarebbe isolato insieme a Iran (ops) e altri stati come l’Arabia Saudita (ri-ops)…

Perché l’immigrazione è un problema?

La questione immigrazione è diventata un problema in italia per una serie di motivi:

1. la Sinistra, dai centri sociali al PDS non sono stati in grado di gestire culturalmente, politicamente e socialmente il fenomeno. Un esempio è Bologna: invece di aiutare i bolognesi a capire l’importanza di una società multi-culturale e multi-etnica, si è passato il tempo a spaventarli dicendogli che erano razzisti, che le scelte dei governanti eletti da loro erano razziste, etc… cioè si sono sentiti giudicati e condannati. E si è aiutati SOLO gli immigrati… ma gli italiani che erano cresciuti con una Italia diversa… questi secondo la Sinistra dovevano nascere “già imparati”. La Sinistra non ha saputo, per incompetenza culturale (proprio ignoranti), gestire il cambiamento.

2. l’Italia è priva di una cultura forte, che sia capace di attrarre altre culture, altri uomini. Un esempio: se si gira per Parigi “i diversi” parlano francese, da noi la loro lingua. Ma il problema più grosso è che “i diversi” che arrivano in Italia sono portatori di culture forti, coscienti delle loro identità. L’italiano a parte la nazionale di calcio di cosa è cosciente? Qual è oggi la cultura italiana? Una cultura forte è in grado di gestire il cambiamento, di gestire il nuovo, di gestire il confronto… di cui invece le culture deboli hanno paura

3. l’Italia è sempre stata di destra, è stato il Fascismo a educare gli italiani, la società italiana a essere quello che è. Cosa ha fatto il PCI per proporre un sistema di valori alternativo? niente… ha corso sulla stessa pista: la morale bigotta… borghese, un po’ cattolica e meschina del ceto medio

4. …ma c’è un ma… cmq l’immigrazione, cmq  il cambiamento sociale, etnico, culturale sono  inevitabili nella Storia. Le civiltà che non hanno saputo gestire il cambiamento, sono scomparse.   l’Italia è destinata a scomparire, non conviente neanche + al Vaticano tenersi l’Italia cattolica dei bravi bianchi italici, meglio i filippini e gli africani, bravi cattolici.